In un annuncio che segna l’avvio della “Fase Due” del suo ambizioso piano di pace in 20 punti, il Presidente Donald Trump ha svelato i nomi che comporranno il Board of Peace (Consiglio di Pace) per la ricostruzione e la governance di Gaza.
Definito dalla Casa Bianca come “il consiglio più prestigioso mai riunito”, l’organismo avrà il compito di supervisionare la transizione del territorio palestinese verso una stabilità a lungo termine. Gestirà inoltre investimenti miliardari e la creazione di nuove istituzioni civili.
Una squadra di “pesi massimi” tra diplomazia e finanza.
Il Board, presieduto personalmente da Donald Trump, vede la partecipazione di figure chiave della sua amministrazione e leader internazionali di alto profilo:
Tony Blair: L’ex Primo Ministro britannico torna in prima linea nel Medio Oriente. Nonostante le passate controversie legate all’Iraq, Trump lo ha scelto per la sua esperienza come inviato del Quartetto.
Marco Rubio: L’attuale Segretario di Stato americano garantirà il filo diretto con la politica estera di Washington. In più, coordinerà la diplomazia.
Jared Kushner: Il genero del Presidente e architetto degli Accordi di Abramo riprende il suo ruolo di mediatore chiave. Integrerà Gaza nelle dinamiche economiche regionali.
Steve Witkoff: Inviato speciale per il Medio Oriente e stretto alleato di Trump, Witkoff fungerà da braccio operativo per la stabilizzazione sul campo.
A sottolineare l’intenzione di trasformare Gaza in un polo di sviluppo economico (spesso paragonata da Trump a una potenziale “Riviera”), il Board include giganti della finanza:
Marc Rowan il CEO di Apollo Global Management, incaricato di attirare capitali privati e gestire i grandi portafogli di investimento.
Il Presidente della Banca Mondiale porterà il supporto delle istituzioni multilaterali per la ricostruzione delle infrastrutture.
Il Consigliere per la sicurezza nazionale, si occuperà del delicato equilibrio tra aiuti e monitoraggio dei flussi finanziari.
Il Board of Peace non agirà da solo. La Casa Bianca ha confermato che lavorerà in tandem con due entità cruciali:
NCAG (National Committee for the Administration of Gaza): Un comitato tecnico composto da 15 palestinesi, guidato da Ali Sha’ath, che gestirà i servizi pubblici quotidiani.
L’ex inviato ONU è stato nominato “Alto Rappresentante per Gaza”. Avrà il compito di fare da ponte tra il Board internazionale e le autorità locali.
“Ogni membro del Board supervisionerà un portafoglio definito: dalla capacità di governance alle relazioni regionali, fino alla mobilitazione di capitali su larga scala.” — Nota ufficiale della Casa Bianca.
Non mancano le tensioni. Mentre il piano prevede il totale disarmo delle fazioni paramilitari e il ritiro delle forze israeliane, la nomina di Blair ha sollevato critiche in alcune capitali arabe. Inoltre, il ruolo guida degli Stati Uniti è visto da alcuni osservatori come una struttura di supervisione eccessivamente centralizzata. Tuttavia, con l’avvio della missione della Forza di Stabilizzazione Internazionale guidata dal Generale Jasper Jeffers, la “Fase Due” di Trump entra ufficialmente nel vivo.



