Macron schiera il “Bazooka” UE: pronta l’attivazione dello strumento anticoercitivo contro i dazi di Trump.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha rotto gli indugi. Di fronte alla nuova escalation commerciale innescata dalle minacce del Presidente statunitense Donald Trump, l’Eliseo ha annunciato che la Francia chiederà formalmente l’attivazione dello Strumento Anticoercitivo dell’Unione Europea (ACI).
La decisione segna un punto di svolta nelle relazioni transatlantiche: Macron si è dichiarato “mobilitato per coordinare la risposta europea”, definendo le minacce tariffarie come “inaccettabili” e contrarie agli accordi stabiliti.
Il nuovo scontro trae origine dalle dichiarazioni di Trump, che ha annunciato l’imposizione di dazi supplementari del 10% a partire dal 1° febbraio 2026 su una lista di Paesi europei (tra cui Francia, Germania, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi), con la minaccia di innalzarli al 25% dal 1° giugno qualora non venisse raggiunto un accordo favorevole agli Stati Uniti (legato alla controversa questione della Groenlandia).
Per Parigi, questo approccio non solo è ostile, ma mette in discussione la validità dell’accordo sulle tariffe concluso solo l’estate scorsa tra Bruxelles e Washington.
Che cos’è lo strumento anticoercitivo (ACI)?
Introdotto alla fine del 2023 ma mai utilizzato finora, l’ACI è considerato l’”opzione nucleare” commerciale dell’Unione Europea. È un regolamento (2023/2675) progettato per proteggere la sovranità degli Stati membri da ricatti economici da parte di Paesi terzi.
L’attivazione di questo strumento permetterebbe all’UE di rispondere con:
Restrizioni agli investimenti esteri nel mercato unico.
Limitazioni all’accesso agli appalti pubblici europei.
Sospensione di licenze di importazione e restrizioni sui diritti di proprietà intellettuale.
Contromisure mirate su beni e servizi specifici.
L’Eliseo ha confermato che Macron trascorrerà le prossime ore in costante contatto con gli altri leader europei. L’obiettivo è presentare un fronte compatto per evitare che le singole nazioni vengano colpite o indotte a negoziazioni bilaterali che frammenterebbero il mercato unico.
“Nessuna intimidazione o minaccia ci influenzerà”, ha dichiarato Macron, sottolineando che l’Europa non intende cedere a pressioni che interferiscono con le legittime scelte sovrane dell’Unione.
Mentre gli ambasciatori dell’UE sono stati convocati per consultazioni d’emergenza a Bruxelles, la palla passa ora alla Commissione Europea. L’attivazione dell’ACI richiede una procedura formale di accertamento della “coercizione economica”, seguita da un tentativo di dialogo.



