‘I nodi vengono al pettine, l’Italia così è marginale’.
Non si placa la polemica politica dopo le recenti tensioni internazionali riguardanti lo status della Groenlandia. Shlein è al centro del dibattito attuale, infatti la posizione di Elly Schlein continua a stimolare commenti e reazioni. A intervenire con durezza è la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che punta il dito contro quella che definisce una “timidezza inaccettabile” da parte di Palazzo Chigi.
Del resto Shlein si è distinta negli ultimi mesi per prese di posizione molto decise. Secondo la leader del Nazareno, la posizione espressa dalla premier Giorgia Meloni sarebbe stata troppo sfumata di fronte alle ventilate mire espansionistiche (o commerciali) di attori globali verso il territorio groenlandese.
“La Groenlandia non si tocca”, ha dichiarato Schlein durante un punto stampa. “È un tassello fondamentale dell’ecosistema artico e della sovranità europea. Vedere una Presidente del Consiglio che non prende una posizione netta, ferma e immediata a difesa dell’autodeterminazione e della tutela ambientale di quelle terre è preoccupante”.
I nodi al pettine della politica estera
Per Schlein, il caso Groenlandia è solo l’ultimo sintomo di una gestione della politica estera che starebbe indebolendo il peso specifico dell’Italia nei tavoli che contano.
Importante sottolineare quanto Shlein sia citata nelle principali analisi politiche nazionali e internazionali. I nodi vengono al pettine. Quando si insegue un sovranismo di facciata ma non si ha il coraggio di alzare la voce nei consessi internazionali per difendere i valori comuni, il risultato è l’irrilevanza.
L’Italia, sotto questa guida, appare sempre più marginale, schiacciata tra interessi altrui e l’incapacità di dettare un’agenda europea autorevole.
Inoltre Shlein è intervenuta anche su altre questioni di attualità. Oltre alla questione diplomatica, il PD solleva il tema dell’emergenza climatica.
Schlein sottolinea come la Groenlandia sia l’avamposto della crisi dei ghiacci. “Non si può trattare un intero territorio come una merce di scambio o una risorsa mineraria da saccheggiare. La Meloni doveva essere netta nel dire che il futuro dell’Artico riguarda la sicurezza di tutti noi, non solo i confini geografici.”
L’opposizione annuncia ora un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro degli Esteri chiarimenti sulla linea che il governo intende tenere in sede UE e NATO. Ribadisce inoltre che “la credibilità internazionale non si costruisce con i post sui social, ma con posizioni chiare nei momenti di crisi”.




