Calenda contro tutti: “Il mondo brucia”



Carlo Calenda non usa mezzi termini per descrivere l’attuale stallo della politica italiana.



Intervistato da Il Messaggero, il leader di Azione ha lanciato un duro affondo contro Giuseppe Conte, Elly Schlein e la dinamica generale tra maggioranza e opposizione, definendo il clima politico nazionale come “indecoroso”.

Il punto di partenza della riflessione di Calenda è la gravità della situazione globale. Mentre l’attenzione dei leader italiani sembra concentrata su tatticismi di basso profilo, il quadro internazionale si fa sempre più cupo:
Donald Trump ha avviato una politica di pressione estrema nella regione.

L’annuncio di nuovi dazi verso l’Unione Europea minaccia la tenuta economica del Vecchio Continente.

Lo Stretto di Hormuz è bloccato, mettendo a rischio le rotte energetiche e commerciali fondamentali.

Secondo Calenda, di fronte a questo scenario, il dibattito tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein risulta del tutto inadeguato.

“Sta crollando il mondo e noi stiamo qui a discutere su chi chiama per primo, come neanche all’asilo Mariuccia”, ha sbottato l’ex Ministro dello Sviluppo Economico.
Il riferimento è al recente scambio di battute e inviti tra la segretaria del PD e la Presidente del Consiglio, un “dialogo” che Calenda bolla come “una roba che neanche al liceo”.

Il leader di Azione critica aspramente quella che percepisce come una mancanza di serietà istituzionale, in cui la forma e il posizionamento comunicativo prevalgono sulla sostanza dei problemi.

Nonostante le critiche feroci, Calenda non chiude la porta al confronto, ma ne chiede un cambio radicale di metodo.

L’invito è quello di superare i veti incrociati e le polemiche sterili per sedersi a un tavolo di lavoro concreto.
“È un battibecco indecoroso: sediamoci a un tavolo e siamo seri.”

Per il leader di Azione, la politica italiana deve dimostrare di essere all’altezza delle sfide epocali che attendono l’Europa, abbandonando le dinamiche da cortile per concentrarsi su una strategia comune che protegga gli interessi nazionali e comunitari in un mondo sempre più instabile.