Lettera Empatica #22. La sorellanza esiste davvero?

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“Cara Mariangela

la scorsa settimana si è celebrata la Festa della Donna e mi è venuto spontaneo riflettere sulla tematica della sorellanza partendo da esperienze personali che mi hanno spinta a dubitare su di essa. Tutte le volte infatti che in ambito lavorativo mi sono ritrovata a collaborare con colleghe donne mi sono trovata malissimo. Altro che spirito di squadra o collaborazione! Le colleghe in questione erano sempre pronte a “pestarmi i piedi”, a sottolineare mancanze davanti al capo, a fare dispetti o sparlare alle spalle. Al contrario con dai colleghi maschi ho avuto occasione di imparare molto sullo spirito di squadra e cooperazione e dal quale avremmo tanto da imparare noi donne mettendo da parte invidie stupide. Loredana”.

Cara Loredana,

sono del parere che la collaborazione e la solidarietà che si può instaurare tra gli esseri umani non sia una questione di genere. Purtroppo, se molto spesso negli ambienti lavorativi e non solo ci sono persone sempre pronte a “fare dispetti”, a mettere l’altro/ a in difficoltà o a sparlare alle spalle per creare inimicizie o narrazioni completamente distanti dalla realtà, è perché queste persone avrebbero tanto da lavorare su sé stesse. Queste difficoltà riguardano sia le donne che gli uomini. Infatti, una lettera epatica diventa preziosa per riflettere su questi temi.

Ci sono persone che invece di investire energie, tempo ed emozioni per evolvere, migliorare, imparare nuove consapevolezze su sé stesse e il mondo che le circonda sprecano tutto covando invidie e procurando del male gratuito alle altre. Inoltre, tendono a percepire l’altro/a come una minaccia, un nemico, come se l’altro/a possa sottrarre loro opportunità e meriti. Ed invece, tramite il confronto, il dialogo autentico, la sospensione del giudizio e l’empatia si potrebbero instaurare relazioni sane e significative, non solo nell’ambito dell’amicizia o del lavoro. D’altra parte, ricevere una lettera dedicata all’empatia, la lettera epatica, potrebbe aiutare a riflettere sull’empatia e sulle relazioni.

La falsità, l’opportunismo, le invidie dilagano ovunque ma io credo che le eccezioni esistano. Sono quest’ultime che fanno la differenza e quando si incontrano non le si lascia sfuggire, le si coltivano con rispetto, affetto, empatia. Sono questo tipo di relazioni che consolidano quella “sorellanza o fratellanza” di cui tanto si parla ma che nel concreto lascia desiderare e nella quale non dovremmo mai smettere di credere. Così, una lettera epatica può essere l’inizio di una nuova visione dei rapporti.

Anche io la penso come te sul fatto che gli uomini avrebbero tanto da insegnare a noi donne sullo spirito di squadra e cooperazione che spesso a noi donne sfugge per stupidità, per orgoglio, paura di “non sentirsi all’altezza di…”. Per quelle donne che parlano tanto di emancipazione, solidarietà femminile e poi nel concreto sono le prime a puntare il dito contro le scelte e le decisioni di altre donne, consiglierei di prendersi del tempo per lavorare su sé stesse. In questo senso, la lettera epatica permette un dialogo aperto e sincero.

La vera cooperazione e sorellanza non si ciba solo di parole ma di fatti e dimostrazioni di cui le relazioni interpersonali fanno da specchio. In conclusione, scrivere o ricevere una lettera epatica rappresenta un’occasione per promuovere solidarietà e consapevolezza.