Le Borse europee hanno avviato la prima seduta della settimana con un segno timidamente positivo, cercando di stabilizzarsi dopo la forte volatilità dei giorni scorsi.
In un clima che resta dominato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, i listini del Vecchio Continente tentano il recupero, sostenuti in parte dai rialzi dei titoli energetici e da una parziale tenuta dei future americani.
In avvio di contrattazioni, i principali indici mostrano una cauta fiducia:
Londra: registra la performance migliore con un rialzo dello 0,35%.
Francoforte: apre in scia positiva guadagnando lo 0,14%.
Parigi: segna un progresso frazionale dello 0,12%.
L’attenzione degli investitori rimane quasi interamente rivolta alla crisi tra Stati Uniti e Iran. Le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz continuano a spingere le quotazioni del greggio: il Brent si mantiene saldamente sopra i 105 dollari al barile.
Questa pressione sui prezzi energetici favorisce i colossi del settore petrolifero e minerario, che trainano i listini di Londra e Milano, ma solleva contemporaneamente timori su una nuova fiammata inflattiva che potrebbe condizionare le prossime mosse della BCE e della Federal Reserve.
Sullo sfondo restano le dichiarazioni della Casa Bianca riguardo alla necessità di un contributo europeo per garantire la navigazione nel Golfo, un tema che aggiunge incertezza diplomatica a una situazione già complessa.
Nonostante l’apertura in verde, gli analisti predicano prudenza: la sensibilità dei mercati ai flussi di notizie provenienti dalle zone di conflitto rimane altissima, e i guadagni iniziali potrebbero essere messi alla prova nel corso della giornata dai dati macroeconomici in arrivo dagli Stati Uniti nel pomeriggio.