Tensione in Medio Oriente: colpita la base di Ali Al Salem in Kuwait.
Un attacco missilistico attribuito alle forze iraniane ha colpito nelle scorse ore la base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait. Si tratta di una struttura nevralgica che ospita diversi contingenti internazionali, tra cui quello italiano della Task Force Air (TFA).
L’attacco, pur non avendo causato vittime o feriti tra i militari, ha inflitto danni materiali significativi alle capacità di ricognizione del nostro Paese nella regione.
Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione ha centrato un hangar e un’area di stazionamento. Questo ha portato alla distruzione totale di un drone a pilotaggio remoto in dotazione alle forze italiane. Il velivolo, un elemento chiave per le attività di sorveglianza e intelligence, è stato dichiarato fuori uso.
Il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha commentato con fermezza l’accaduto:
“L’assetto distrutto era indispensabile per la sicurezza e l’efficacia delle nostre operazioni nell’area. Si trattava di uno strumento fondamentale per il monitoraggio delle minacce e il supporto alle coalizioni internazionali impegnate nella stabilità regionale.”
Immediatamente dopo l’evento, sono scattati i protocolli di sicurezza previsti per le situazioni di crisi. Il comando italiano ha disposto una rimodulazione immediata della presenza sul campo. Inoltre, gran parte del contingente è stato messo in sicurezza e si è proceduto al rientro di tutto il personale non strettamente necessario.
Al momento, presso la base di Ali Al Salem, resta solo il personale essenziale per garantire la continuità minima delle comunicazioni e la difesa del perimetro assegnato all’Italia.
L’attacco si inserisce in un quadro di estrema volatilità nei rapporti tra l’Iran e le forze occidentali dislocate nel Golfo Persico. Sebbene l’obiettivo fosse una base multinazionale, il coinvolgimento diretto di assetti italiani solleva interrogativi sulla sicurezza delle nostre missioni all’estero.
Il Ministero della Difesa resta in stretto contatto con gli alleati della coalizione. Tuttavia, il Ministero sta valutando le prossime mosse e vuole garantire l’incolumità dei militari ancora presenti in teatro.