Referendum Giustizia, Meloni al voto: “Partecipare è importante, c’è tempo fino alle 15”



Urne aperte per l’ultima finestra di voto nel referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. Affluenza record al 46% registrata nella serata di domenica. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.

Ultima chiamata per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. In questa seconda giornata di votazioni, i seggi resteranno aperti fino alle ore 15:00 di oggi, lunedì 23 marzo. Subito dopo la chiusura inizieranno le operazioni di scrutinio che decideranno il destino della riforma Nordio-Meloni.

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata al seggio questa mattina per esercitare il proprio diritto di voto. Attraverso i suoi canali social, la Premier ha voluto lanciare un ultimo appello agli elettori, accompagnando il messaggio con una foto che la ritrae con la tessera elettorale:
“Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante.”

L’invito alla partecipazione punta a consolidare il dato di un’affluenza che si preannuncia storica per una consultazione referendaria di questo tipo.

I dati definitivi di domenica sera hanno confermato un interesse superiore alle aspettative. Alle ore 23:00 di ieri, l’affluenza si è attestata al 46,07%, un balzo significativo (circa dieci punti in più) rispetto al referendum costituzionale del 2020.

Trattandosi di un referendum confermativo, si ricorda che non è previsto il raggiungimento di un quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero di votanti e a decidere sarà la maggioranza semplice dei voti espressi (Sì o No).

Il quesito chiede ai cittadini di confermare o respingere la legge costituzionale approvata dal Parlamento, che introduce modifiche radicali all’ordinamento giudiziario. I pilastri della riforma includono:
Separazione delle carriere: distinzione netta tra magistratura giudicante (giudici) e requirente (pubblici ministeri).

Sdoppiamento del CSM: creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura.

Alta Corte disciplinare: istituzione di un nuovo organo di rango costituzionale per i procedimenti disciplinari.

Il Paese arriva al voto spaccato. Il centro-destra sostiene compatto il Sì, descrivendo la riforma come un passaggio necessario per la “terzietà del giudice”. Sul fronte opposto, il fronte del No (guidato da PD, Movimento 5 Stelle e Avs, oltre a diverse sigle sindacali e associazioni di magistrati) denuncia il rischio di un indebolimento dell’indipendenza della magistratura.

Dalle ore 15:01 inizierà il conteggio delle schede. I primi exit poll e i dati reali forniranno nel pomeriggio il verdetto definitivo su una delle riforme più attese e discusse della legislatura.