Borse Europee col fiato sospeso: pesa l’incertezza sulla tregua USA-Iran



I mercati europei chiudono una seduta all’insegna della cautela.

Nonostante i segnali di distensione arrivati nelle ultime ore, gli investitori restano guardinghi sulla reale tenuta della tregua tra Washington e Teheran. Il timore che la stabilità geopolitica sia solo temporanea ha frenato i listini del Vecchio Continente. Milano e le altre piazze principali faticano a trovare una direzione precisa.

Sotto i riflettori il mercato obbligazionario, dove si registra una rinnovata pressione sui titoli governativi dei paesi periferici.

Lo spread BTP-Bund si è allargato, attestandosi a quota 80 punti base. Il rendimento del decennale italiano riflette il clima di incertezza generale. Gli operatori preferiscono rifugiarsi verso il porto sicuro del Bund tedesco. Intanto, attendono sviluppi più chiari dal Medio Oriente.
La fragilità della tregua si riflette immediatamente sul comparto energetico.

I prezzi del petrolio sono tornati a salire, spinti dal rischio che nuove tensioni possano compromettere le rotte di approvvigionamento nel Golfo Persico.

Parallelamente, anche il prezzo del gas naturale ad Amsterdam ha registrato un incremento. Ciò alimenta i timori per una nuova fiammata inflazionistica. Questi timori potrebbero condizionare le prossime mosse delle banche centrali.

Sul fronte valutario, l’euro rimane sostanzialmente piatto. Sta scambiando in un range ristretto intorno a 1,167 dollari. Il biglietto verde mantiene la sua forza come bene rifugio. Nel frattempo, la moneta unica resta in attesa di dati macroeconomici più solidi che possano contrastare l’ombra del rischio geopolitico.

La tregua sembra reggere, ma il mercato “vende l’incertezza”. Fino a quando non ci saranno garanzie strutturali sulla pace nell’area, la volatilità rimarrà il tema dominante delle borse europee.