Lenti a contatto nei più giovani: una scelta che oggi parla di libertà, sicurezza e di una novità nella gestione della miopia

Oltre il 70% dei giovani ritiene che le lenti a contatto si adattino meglio alla vita di tutti i giorni, mentre l’84% si sente più sicuro e l’86% vive la quotidianità con maggiore libertà.

Un cambio di prospettiva che si intreccia con un tema sempre più rilevante come la gestione della miopia in età evolutiva. In questo scenario CooperVision introduce una novità pensata per bambini e ragazzi, che unisce una tecnologia già validata al silicone idrogel per offrire controllo della progressione, comfort e qualità d’uso quotidiano (filtro UV compreso).

Le lenti a contatto non solo come alternativa agli occhiali

Per chi cresce, dai bambini ai giovani adulti, le lenti a contatto non sono più soltanto un’alternativa agli occhiali. Hanno a che fare con la libertà di muoversi, con lo sport, con la scuola, con le relazioni e con tutto ciò che contribuisce a sentirsi più sicuri e più a proprio agio. Ma oggi questo tema non riguarda più solo praticità e immagine.

C’è anche una questione clinica sempre più rilevante, cioè la crescita della miopia in età evolutiva e la necessità di intervenire presto con soluzioni sicure, semplici da usare e supportate da evidenze.  In questo scenario CooperVision introduce una novità (MyDay® MiSight® 1 day) pensata per bambini e ragazzi, che aggiunge il silicone idrogel a una proposta per il controllo della progressione miopica, con l’obiettivo di tenere insieme efficacia clinica, comfort, qualità d’uso quotidiano e filtro UV integrato.

“Per molto tempo le lenti a contatto sono state considerate soprattutto una scelta pratica o, al massimo, estetica. Oggi però, quando si parla di bambini e ragazzi, il punto è più ampio. La miopia non è un semplice difetto visivo da correggere, ma una condizione che può progredire nel tempo e che merita attenzione fin dalle prime fasi. La vera sfida – osserva Paolo Nucci, Professore Ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano e Direttore della Clinica Oculistica dell’Ospedale San Giuseppenon è soltanto correggere bene la miopia, ma farlo con strumenti che possano essere efficaci e, allo stesso tempo, ben integrati nella quotidianità di bambini e ragazzi. E quando una soluzione tiene insieme controllo della progressione, comfort e qualità d’uso, diventa più facile costruire un percorso precoce, credibile e realmente sostenibile nel tempo”.

Quando la soluzione giusta è anche quella che i ragazzi accettano

La crescita della miopia in età evolutiva ha cambiato anche il modo di guardare alle lenti a contatto. Oggi il punto non è solo vedere bene, ma intervenire presto con soluzioni che aiutino a gestire la progressione senza perdere di vista ciò che accade nella vita reale di bambini e ragazzi. Perché una soluzione clinicamente valida, se poi non viene accettata, indossata con continuità e vissuta con naturalezza, rischia di fermarsi sulla carta.

È qui che entrano in gioco comfort, semplicità d’uso e qualità dell’esperienza quotidiana, aspetti tutt’altro che secondari se si parla di aderenza.  Non a caso, i dati raccolti da CooperVision mostrano che oltre il 70% dei giovani ritiene che le lenti a contatto si adattino meglio al proprio stile di vita, il 75% afferma di vedere meglio, l’84% dice di sentirsi più sicuro e l’86% di vivere la quotidianità con maggiore libertà.

Quando la miopia compare presto, il problema non è trovare una semplice alternativa agli occhiali, ma scegliere una soluzione che abbia un razionale clinico solido e che possa essere seguita davvero nella vita quotidiana di un bambino o di un ragazzo. Per questo è rilevante poter disporre di strumenti che associano evidenze di efficacia nel controllo della progressione a caratteristiche d’uso importanti in questa fascia d’età – continua Nucci – come comfort, buona trasmissibilità dell’ossigeno, facilità di gestione e semplicità d’impiego quotidiano. La gestione della miopia funziona quando la validità scientifica non resta separata dall’esperienza concreta di chi deve portarla ogni giorno”.