Proposto accordo per sbloccare Hormuz


L’Iran tenta una mossa diplomatica a sorpresa per sbloccare lo stallo nello Stretto di Hormuz.



Secondo fonti internazionali e indiscrezioni riportate da Axios, il governo iraniano ha presentato agli Stati Uniti, tramite la mediazione del Pakistan, una proposta formale per la riapertura della vitale arteria marittima.

Il piano, tuttavia, contiene una clausola che pesa come un macigno: il rinvio dei negoziati sul programma nucleare a data da destinarsi.

La strategia di Teheran punta a separare la crisi energetica e marittima dal complesso dossier atomico. Cerca anche una soluzione rapida per sollevare l’economia nazionale dal “contro-blocco” navale imposto da Washington.

L’Iran si impegna a cessare le interferenze nel traffico marittimo, permettendo il libero passaggio delle petroliere. Attualmente questo influenza pesantemente i prezzi del greggio, con il Brent oltre i 107$

In cambio, Teheran esige la rimozione del blocco navale statunitense che impedisce l’accesso e l’uscita dai porti iraniani. La parte più controversa riguarda però il dossier atomico: l’Iran propone di discutere i limiti all’arricchimento dell’uranio solo in una “fase successiva”. Tutto ciò avverrà una volta stabilizzata la situazione nello Stretto.

Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ammesso che all’interno della leadership di Teheran non vi è ancora un consenso unanime sulle concessioni nucleari. Questa mossa servirebbe quindi a superare le divisioni interne, offrendo al contempo un ramoscello d’ulivo economico all’Occidente.

Tuttavia, la Casa Bianca ha reagito con estrema cautela. Il Presidente Donald Trump, che ha recentemente annullato un incontro tra i suoi inviati e Araghchi a Islamabad, ha ribadito che gli Stati Uniti “hanno in mano le carte migliori”.

L’urgenza della proposta riflette la gravità della situazione sul campo: il blocco di Hormuz minaccia il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas. Inoltre la pressione militare del CENTCOM resta altissima. Mentre il Pakistan e l’Oman lavorano come ponti diplomatici, Araghchi è atteso a Mosca per cercare una sponda politica nel Cremlino.

La risposta degli Stati Uniti è attesa nelle prossime ore. Dopo un vertice di sicurezza nazionale sarà convocato per valutare se la riapertura dello Stretto valga effettivamente il rischio di lasciare il dossier nucleare iraniano in un limbo a tempo indeterminato.