Scandalo Minetti: il “castello di carte” tra Italia e Uruguay crolla tra morti sospette e donazioni fantasma



Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti si è trasformato in un intrigo internazionale che sta scuotendo le istituzioni di Italia e Uruguay, rivelando un retroscena inquietante fatto di omissioni giudiziarie e zone d’ombra.

Quella che era stata presentata come una concessione umanitaria per permettere a una madre di accudire un figlio malato si sta rivelando un castello di carte costruito su fondamenta fragili e presunti falsi.

Il cuore dello scandalo risiede nell’adozione stessa del minore: mentre in Italia si discute sulla grazia firmata dal Presidente Mattarella, dall’Uruguay emergono dettagli pesantissimi secondo cui i tribunali di Maldonado avrebbero concesso l’adozione ignorando le condanne penali della Minetti, che nel sistema uruguaiano gestito dall’INAU rappresenterebbero un ostacolo insormontabile.

Il sospetto è che il rigore dei tribunali sia stato aggirato proprio mentre il sistema delle adozioni uruguaiano affronta una crisi senza precedenti, culminata con la rimozione del Direttore Darío Moreira.

A rendere il quadro ancora più torbido è la questione delle donazioni: la difesa della Minetti ha ottenuto l’indulto in Italia vantando un radicale “cambio di vita” e generose donazioni filantropiche all’INAU insieme al partner Giuseppe Cipriani, ma l’ex direttore dell’istituto, Daniel Guadalupe, ha smentito categoricamente l’esistenza di tali fondi nei registri ufficiali.

Se in Italia il Ministro Nordio deve chiarire come sia stato possibile concedere la grazia basandosi su presupposti che nel nostro Paese sarebbero nulli, in Uruguay la vicenda assume tinte noir: il bambino, presentato come orfano, avrebbe in realtà genitori biologici che lo reclamavano.

In questo clima di tensione, si inseriscono due eventi drammatici che pesano come macigni sull’indagine: la morte sospetta in un incendio dell’avvocata della famiglia biologica, Mercedes Nieto, e la misteriosa scomparsa della madre naturale del piccolo, María de los Ángeles González Colinet, di cui non si hanno notizie da febbraio.

Con la Procura di Milano che definisce i fatti “estremamente gravi” e l’attivazione dell’Interpol, il destino della grazia a Nicole Minetti è oggi più che mai in bilico, appeso a una verità che sta finalmente emergendo dalle ombre di Maldonado.