5 lezioni beauty : come ci cambia un film di successo



Il mondo della moda e del beauty sta per essere scosso da un terremoto di stile: è ufficiale, il sequel de Il Diavolo veste Prada sta arrivando e l’attesa in Italia è già alle stelle.

Se pensavate che le cinque lezioni leggendarie del primo film dal potere comunicativo di un rossetto deciso alla perfezione millimetrica di una piega impeccabile fossero insuperabili, preparatevi a ricredervi. La notizia sta facendo il giro del web, promettendo di riportarci tra i corridoi della rivista *Runway*, ma con una consapevolezza tutta nuova, adattata all’era dei social e dell’estetica digitale.

Le indiscrezioni che trapelano dal set sono a dir poco succose. Pare che la trama vedrà una Miranda Priestly ancora al comando, ma costretta a fare i conti con il declino delle riviste cartacee e l’ascesa inarrestabile del personal branding. Il vero spoiler che sta facendo impazzire i fan riguarda però il ritorno di Andy Sachs: non più l’assistente “sformata” dei primi minuti del film originale, ma una donna di successo con una visione estetica radicalmente diversa, capace di sfidare i canoni rigidi della sua ex mentore.

Sul fronte del trucco e parrucco, aspettatevi una rivoluzione: si dice che il film punterà tutto sulla “beauty tech” e su look che fondono l’alta moda con la sostenibilità, senza però rinunciare a quel glamour tagliente che ha reso iconica la pellicola del 2006.

In Italia, il debutto si preannuncia come l’evento cinematografico e di costume dell’anno. Le indicazioni per non farsi trovare impreparati sono chiare: studiate i contrasti.

Il sequel punterà molto sul concetto di “power grooming”, ovvero l’uso del make-up non come semplice abbellimento, ma come armatura strategica per scalare le vette del potere moderno.

Iniziate a rispolverare i vostri pennelli e a tenere d’occhio le anteprime, perché quando Miranda Priestly tornerà sul grande schermo, un semplice lucidalabbra non sarà più solo un lucidalabbra: sarà una dichiarazione di guerra. Il cerchio si chiude, e lo stile sta per diventare, ancora una volta, una questione di vita o di morte sociale. È tutto.