Anno III • Numero 245
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Pogacar domina il Tour: è lui il ciclista più forte di tutti i tempi?

Pogacar ha vinto il Tour de France 2026 dominandolo

Pogacar ha conquistato il suo quinto Tour de France dominandolo dal primo giorno. E’ lui il ciclista di tutti i tempi? La risposta sembra essere facile

E’ Tadej Pogacar il protagonista assoluto di questo Tour de France. Chi si aspettava un testa a testa fino alla penultima tappa con Vingegaard è rimasto assolutamente deluso. Non tanto per la caduta e il ritiro del danese (avvenuto domenica scorsa ndr), ma per una battaglia che non c’è mai realmente stata sin dall’inizio nonostante le prime frazioni avevano fatto presagire una sorta di sfida all’ultimo chilometro.

Con il passare dei giorni, però, Pogacar è riuscito in davvero poco tempo a ipotecare la vittoria tanto che già al termine della prima settimana i giochi erano praticamente chiusi. Lo sloveno è riuscito a prendersi non solo la vetta della classifica generale, ma la scena con imprese che ancora oggi resteranno della storia del ciclismo. La domanda è la solita: è lui il ciclista più forte di tutti i tempi?

Molto difficile dare una risposta a questa domanda. Parliamo di un ciclismo molto diverso rispetto a quello del passato e, dunque, è davvero complicato decidere se lo sloveno è il più forte di sempre. Senza dimenticare che è stato lui stesso ad ammettere come i record non gli interessano. Ma di certo parliamo di un ciclista che nel giro di poco tempo sta scrivendo pagine molto importanti e lo farà anche nel prossimo futuro.

Pogacar e il dominio a questo Tour de France

Pensare ad un Tour de France aperto fino alla fine era il sogno di tutti. Ma il classe 1998 non era assolutamente d’accordo e si è messo in testa di chiudere il discorso sin dalla prima settimana nonostante qualche piccola difficoltà. Una Grande Boucle poi controllata tanto che in alcune tappe lo sloveno ha deciso di mettersi a tirare per portare Del Toro sul podio e fargli conquistare la Maglia Bianca.

Di certo la vera impresa è stata compiuta nella prima delle due tappe sull’Alpe D’Huez. In 12 chilometri è riuscito a recuperare circa 3 minuti a chi era in fuga battendo il record di scalata che apparteneva a Marco Pantani (35’26 contro il 36’40 del Pirata ndr). Un traguardo importante e che ha confermato come il ciclista sta sicuramente dimostrando di essere imbattibile.

Il quinto Tour de France è la conferma che stiamo assistendo forse al ciclista più forte della storia. Per il momento non c’è nessun altro in grado di riuscire a tenere il suo passo. L’unico che sembra poterlo mettere in difficoltà nel prossimo futuro è il francese Seixas, ma per il momento anche lui è andato in difficoltà.

Evenpoel e Del Toro sul podio

E’ stato un Tour a senso unico se si pensa che il secondo ha quasi sette minuti di ritardo mentre il terzo ne ha dieci e se andiamo a ritroso nella top ten c’è chi ha anche oltre venti minuti da Pogacar. Il podio di questa edizione è formato da Evenepoel e Del Toro. Il belga ha dimostrato una grande condizione anche se è mancato in alcuni momenti.

Per il messicano un grande traguardo dovuto anche all’ottimo lavoro di Pogacar da gregario nell’ultima settimana oltre naturalmente al ritiro di Vingegaard, che senza caduta nella frazione di domenica scorsa avrebbe ottenuto molto facilmente il secondo posto alle spalle proprio dello sloveno, imprendibile anche per lo stesso danese.

Gli italiani non incidono ancora

Se Pogacar ha dominato, il Tour de France ha visto gli italiani in ombra. La flotta azzurra si presentava già con diverse difficoltà considerato che molti corridori sono rimasti a casa e i presenti avevano il ruolo di gregari. Ma di certo da un Tiberi ci si aspettava di più. L’unico veramente in grado di fare il lavoro che si era promesso è stato Piganzoli, sempre in mostra aiutando prima Vingegaard e poi Kuss.

Di certo l’italiano, che è stato protagonista anche al Giro d’Italia, ha dimostrato di essere assolutamente in grado di poter lottare con i migliori almeno per il podio. La scelta di non entrate in top 10 è stata presa dalla squadra dopo il ritiro di Vingegaard per provare ad andare in fuga, ma alla fine non sono state portate a casa vittoria.

Naturalmente per l’azzurro il banco di prova è stato superato. Lui e Pellizzari sono al momento i due con maggiori speranze di poter riuscire in futuro a riportare l’Italia sul podio dei grandi giri. Naturalmente i fari sono puntati anche sul giovane Finn che sta facendo un percorso differente e vedremo quello che succederà. La certezza è rappresentata dal fatto che in Italia c’è bisogno di un cambio di passo, anche in breve termine, per consentire di avere nuovamente un ciclista alla Nibali e provare a ritornare per traguardi importanti e non solo per le vittorie di tappa tramite la fuga.