Anno III • Numero 245
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E’ morto Francesco Guccini, il cantautore si è spento all’età di 86 anni. Chi era

In foto un uomo in primo piano

Francesco Guccini se ne va all’età di 86 anni. Una morte che lascia un vuoto incolmabile nel mondo della musica italiana. I funerali si svolgeranno in maniera privata e a settembre in programma una commemorazione pubblica

BOLOGNA – La musica italiana piange Francesco Guccini. Il cantautore italiano si è spento all’età di 86 anni nella mattinata di oggi, giovedì 6 agosto, a Pavana, in provincia di Pistoia. Nel momento della morte c’erano la moglie Raffaella, la figlia Teresa e tutti i suoi familiari. Non si conoscono le cause del decesso e quando le condizioni dell’artista sono peggiorate.

La famiglia, infatti, ha sempre preferito mantenere il massimo riserbo sulle condizioni di una delle figure più apprezzate della musica italiana. “Nel rispetto delle sue volontà – si legge in una nota citata dall’Ansa le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata. Per permettere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, la famiglia ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre“.

Il cantautore, dunque, aveva deciso di vivere il momento di lutto lontano da quella luce dei riflettori che per tutta la sua vita lo ha circondato. Ma la morte di Guccini ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della musica italiana tanto che in molti lo hanno ricordato sui social. Per questo motivo la famiglia ha deciso di organizzare una cerimonia di ricordo nelle prossime settimane magari nella ‘sua’ Bologna. Maggiori dettagli saranno resi noti a settembre.

Chi era Francesco Guccini, la carriera del cantautore

Nato il 14 giugno 1940 a Modena, Francesco Guccini ha vissuto la sua infanzia sull’Appennino tosco-emiliano. La musica è stata una passione sin da giovane anche se non ha mai rappresentato il suo principale impiego almeno all’inizio a causa di un atteggiamento riluttante. Infatti, mentre faceva l’insegnante, il pubblicitario e anche il cronista presto La Gazzetta di Modena, ha intrapreso una carriera da autore scrivendo brani importanti come Dio è morto, Auschwitz, Per fare un uomo e Noi non ci saremo.

I successi hanno portato Guccini a rivedere i programmi ed iniziare a fare della musica il suo impegno principale e il trasferimento a Bologna lo ha portato ad essere un punto di riferimento per molti collettivi con le sue canzoni che sono diventati dei veri e propri inni. Da sottolineare come la musica dell’autore emiliano ha avuto riferimento alla poesia italiana, ma anche ad autori del calibro di Borges, Dylan. L’ultimo lavoro risale al 2012 quando ha annunciato la decisione di lasciare la scena musicale attiva.

Una scelta forte, ma che Guccini ha deciso di fare per dare spazio ad un’altra sua grande passione come la scrittura. Il passo indietro lo ha portato a spegnere i riflettori su di lui e la sua notizia della sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi.

La morte di Francesco Guccini

La notizia della morte di Guccini è stata data dalla famiglia in questa giornata del 6 agosto. Non si conoscono al momento ulteriori dettagli a causa della volontà dello stesso cantautore di non continuare a tenere spente le luci dei riflettori.

Il ricordo di Francesco Guccini

Guccini ha raccontato Bologna e l’Emilia nel modo più proprio, con convinzione e senza alternative. Mentre per Lucio Dalla c’erano altri mondi, per Guccini c’era i mondi chiusi ma sempre molto ricchi come quello di via Fabbri. Mondi che gli hanno permesso di crearsi un suo modo poetico molto autentico e coerente“. È commosso il ricordo dello sceneggiatore e produttore bolognese Pupi Avati: “Per Guccini ho vissuto una grande ammirazione artistica e anche una sorta di gelosia nel senso che lui era molto amico di Lucio Dalla, ma anche io. E questo fatto ci divideva un po’. Faceva sì che lui umanamente non mi piacesse tanto, lo stesso accadeva a lui di essere un po’ geloso del mio rapporto con Lucio. Dalla era la bella donna della nostra storia, sia io che Francesco lo corteggiavamo, eravamo tutti sedotti da Lucio perché era lui la persona più creativa. L’amicizia nei riguardi di Lucio – ha proseguito Avati – ha fatto sì che io e Francesco non fossimo mai amici ma sempre competitor. Ma per me è un dolore vedere che tutta quella Bologna straordinaria lì se ne sta andando, e ce ne rendiamo conto solo adesso“.

Le parole continuano a vivere anche quando chi le ha scritte se n’è andato. Le tue continueranno a indicare la strada, a fare domande, a regalare bellezza“. Così il Francesco Gabbani ricorda sui social il grande Francesco Guccini. “Sei stato un riferimento – prosegue nel post – un uomo capace di trasformare la poesia in musica e la musica in pensiero. Grazie per averci insegnato il valore delle parole. Buon viaggio, Francesco”.