di Romolo Martelloni
Roma, 9 agosto 2026 – La progressiva trasformazione del patrimonio edilizio storico di Roma in strutture ricettive di lusso sta assumendo dimensioni che, secondo Federcontribuenti Roma, meritano una riflessione urgente da parte delle istituzioni e della cittadinanza.
L’attenzione si concentra anche sulla storica Caserma dei Carabinieri “Giacomo Acqua” di piazza del Popolo, un luogo profondamente legato alla storia della Capitale e dell’Arma. I Carabinieri vi fecero ingresso nel settembre 1870, pochi giorni dopo la presa di Roma, e l’edificio è oggi riconosciuto come una sede di particolare valore storico e artistico. La stessa Arma ha celebrato nel 2020 i 150 anni della presenza dei Carabinieri nella caserma.
“Non possiamo assistere passivamente alla progressiva espulsione della storia e della residenzialità dal cuore di Roma – dichiara Federcontribuenti Roma –. Il problema non è il turismo in sé, ma un modello di sviluppo nel quale palazzi storici, edifici pubblici e immobili di pregio rischiano di essere considerati esclusivamente come strumenti per realizzare strutture ricettive destinate a una clientela sempre più facoltosa.”
Secondo Federcontribuenti Roma, negli ultimi anni si è consolidata una tendenza preoccupante: la trasformazione di immobili storici e di pregio in alberghi, resort urbani, residence e altre strutture rivolte al turismo di fascia alta, con il conseguente impoverimento della funzione abitativa e sociale del centro della Capitale.
Roma possiede un patrimonio urbanistico e architettonico unico al mondo: dagli edifici e complessi storici che raccontano la Roma pontificia e barocca fino alle testimonianze dell’architettura del Novecento e del Razionalismo. Ogni trasformazione irreversibile dovrebbe quindi essere valutata non soltanto sulla base del ritorno economico dell’investimento, ma anche considerando l’interesse pubblico, la tutela del patrimonio e il diritto dei cittadini a vivere nel centro storico.
“Il rischio è che Roma diventi una città-vetrina, bellissima da fotografare ma sempre più difficile da abitare per i romani – prosegue Federcontribuenti Roma –. Non possiamo ridurre il centro storico a una successione di hotel di lusso, ristoranti esclusivi e immobili destinati al mercato turistico internazionale.”
Particolare preoccupazione desta inoltre il ruolo crescente dei grandi investitori e dei fondi immobiliari, anche internazionali, nel mercato del patrimonio di pregio della Capitale.
“Non contestiamo la presenza di capitali esteri – precisa Federcontribuenti – ma chiediamo che gli investimenti siano compatibili con l’identità della città e con l’interesse della comunità romana. Il capitale non può diventare l’unico criterio con cui decidere il futuro urbanistico di Roma.”
Federcontribuenti Roma chiede pertanto al Comune di Roma, alla Regione Lazio e agli organismi preposti alla tutela del patrimonio storico e architettonico di avviare un confronto pubblico sul fenomeno della trasformazione degli immobili storici in strutture ricettive di lusso e di rendere trasparenti i progetti di trasformazione che interessano edifici di particolare valore storico e culturale.
“Roma non è Dubai e non deve diventarlo. Dubai può costruire la propria identità attraverso una continua trasformazione urbana; Roma, invece, possiede una storia millenaria che non può essere trattata come una semplice opportunità immobiliare. La Capitale – conclude la nota dell’associazione dei consumatori – deve essere moderna, internazionale e aperta al turismo, ma deve continuare ad appartenere anche ai suoi cittadini.”