Ciclismo, vittoria importante per Leknessund alla Vuelta con Pogacar che ancora una volta ha staccato gli avversari. Il resoconto della frazione
Alla settima tappa della Vuelta di Spagna 2026, lo scenario consueto che vede protagonisti assoluti il Team Visma | Lease a Bike o l’UAE Team Emirates guidata da Tadej Pogacar lascia lo spazio alla grande impresa di giornata. È la data consacrata alla fuga a lunga gittata e ai colori della formazione Uno-X Mobility, capace in questa stagione di lasciare il proprio marchio al Giro d’Italia, al Tour de France e ora anche nel contesto della corsa a tappe spagnola. Sul traguardo di Aramon Valdelinares si impone Andreas Leknessund, che firma così la sua prima affermazione personale in un Grande Giro di ciclismo.
Nel giorno della scomparsa di Re Harald V, a festeggiare è proprio un atleta norvegese, autore di un allungo perentorio e decisivo sull’ascesa finale a sette chilometri dal traguardo, con cui ha staccato i quattro compagni di avventura. Tra le rampe della salita conclusiva hanno dovuto cedere sia Wout van Aert, che grazie ai punti conquistati effettua il sorpasso ai danni di Tadej Pogacar nella graduatoria della Maglia Verde, sia Edward Dunbar, Alexey Lutsenko e Tobias Halland Johannessen, compagno di squadra di Leknessund, capace di completare la festa cogliendo la seconda piazza.
Nonostante l’UAE Team Emirates abbia concesso ampio spazio ai fuggitivi, Tadej Pogacar non si è accontentato di gestire la corsa e lungo le rampe finali ha piazzato un ulteriore attacco, guadagnando altri secondi preziosi sugli avversari diretti in classifica generale. Di contro, nell’ottica della battaglia per il podio, chi registra la giornata più complessa è Richard Carapaz, scivolato indietro e costretto a cedere posizioni.
L’ordine d’arrivo della settima tappa n
La graduatoria d’arrivo della frazione vede al primo posto il norvegese Andreas Leknessund del team Uno-X Mobility, il quale copre la distanza fermando il cronometro sul tempo di tre ore, quarantanove minuti e quarantasette secondi. In seconda posizione si piazza il compagno di squadra Tobias Halland Johannessen con un ritardo di trentaquattro secondi. Il terzo gradino del podio viene conquistato dal belga Wout van Aert della Visma, staccato di quarantasette secondi.
La cronaca della corsa
La tappa, snodatasi da Vall d’Alba ad Aramon Valdelinares per una distanza complessiva di 149,8 chilometri con 3750 metri di dislivello e cinque Gran Premi della Montagna, ha rappresentato il terreno ideale per gli attaccanti. Subito dopo la partenza si è formato un terzetto battagliero guidato dalla Maglia Verde Wout van Aert, accompagnato da Milan Vader e Andreas Leknessund. Con i tre battistrada capaci di procedere in perfetto accordo mantenendo circa un minuto sul plotone principale, dal gruppo si sono susseguiti molteplici tentativi per agganciare la testa della corsa.
Il ritmo della contesa si è mantenuto elevato. Lungo le prime rampe del Puerto El Remorcador, salita di seconda categoria di 12,4 chilometri al 4,4%, van Aert e Leknessund hanno proseguito la loro marcia, mentre alle loro spalle si è consolidato un folto gruppo di contrattaccanti.
A comporre questo plotone di inseguitori si sono trovati atleti del calibro di Carlos Canal, Raul Garcia Pierna, Bruno Armirail, Edward Dunbar, Ben Turner, Pello Bilbao, Jakob Omrzel, Mads Pedersen, Guillaume Martin, Rudy Molard, Tobias Halland Johannessen, Bryan Coquard, Koen Bouwman, Finley Pickering, Marco Brenner, Lawrence Warbasse, Timo de Jong, Ivan Sosa, Filippo Zana e Valentin Paret-Peintre.
Prima dello scollinamento sul Puerto El Remorcador, sulla testa della corsa si sono riportati con forza Dunbar, Lutsenko e Johannessen. Il quintetto così composto ha affrontato la seconda ascesa, l’Alto de Zucaina (terza categoria di 5,5 chilometri al 5%), vantando un minuto di margine sugli inseguitori e oltre tre minuti sul gruppo della Maglia Rossa, gestito da una UAE Team Emirates disinteressata alla caccia alla tappa.
Nel tratto pianeggiante verso il Puerto Fuente de Rubielos (terza categoria di 5,9 chilometri al 6,3%), il vantaggio dei cinque leader si è stabilizzato sopra il minuto e trenta sul gruppo di ventidue inseguitori e a oltre quattro minuti sulla Maglia Rossa. Ai meno ventisei chilometri dal traguardo, van Aert si è aggiudicato il traguardo volante di Mora de Rubielos, incamerando venti punti fondamentali per avvicinare la leadership della classifica a punti detenuta da Pogacar.
Dopo il Puerto de San Rafael, affrontato ai meno tredici chilometri con la testa della corsa sempre accreditata di un minuto di margine, la resa dei conti si è trasferita sulle pendenze dell’Aramon Valdelinares, salita di prima categoria di 9,8 chilometri al 5,9%.
Ai sette chilometri dalla linea d’arrivo, Leknessund ha sferrato l’attacco decisivo, scavando un solco incolmabile e involandosi verso la vittoria solitaria, scortato a distanza dalla seconda posizione del compagno Johannessen. Alle loro spalle, tra i big della generale, Pogacar ha piazzato la sua zampata guadagnando ulteriore terreno sui rivali.
La classifica generale
Al termine della settima frazione, la graduatoria generale vede al vertice lo sloveno Tadej Pogacar con il tempo complessivo di diciannove ore, trentadue minuti e trentasette secondi. In seconda posizione figura lo spagnolo Enric Mas con un ritardo di 3’5′”, seguito al terzo posto da Primoz Roglic staccato di 4’50”
L’analisi dell’ottava frazione
Il tracciato della Vuelta 2026 si distingue per una durezza complessiva notevole, ricca di arrivi in salita e con rare opportunità riservate alle ruote veloci. L’ottava frazione rientra proprio in questo novero ristretto: un percorso di 171 chilometri da Pucol a Xeraco,.
L’unica insidia altimetrica è rappresentata dal Puerto de Barx, GPM di terza categoria lungo 4,7 chilometri al 5,6% situato al chilometro 138,9. Questa salita, collocata all’interno degli ultimi trenta chilometri di gara, potrebbe rappresentare un trampolino di lancio per un tentativo d’attacco da parte dei corridori più brillanti, obbligando le squadre dei velocisti a faticare per garantire l’arrivo a ranghi compatti.
Il candidato principale al successo sul traguardo di Xeraco è il britannico Matthew Brennan del Team Visma | Lease a Bike, già vincitore delle frazioni di Manosque e Roquetes. Tra i suoi avversari più accreditati figurano il belga Jordi Meeus della Red Bull-BORA-hansgrohe e l’italiano Vincenzo Albanese della EF Education-EasyPost.
Un secondo gruppo di accreditati sfidanti comprende Axel Laurance della Netcompany INEOS, Orluis Aular della Movistar e Alberto Dainese della Soudal Quick-Step. Tra gli outsider si segnalano Christophe Laporte, Vito Braet, Hugo Hofstetter e Oscar Fisher-Black, mentre una menzione finale spetta ad atleti capaci di sorprende in volate ristrette come Ben Tulett, Bryan Coquard, Wout van Aert, Noa Tronchon e Oscar Onley.