Anno III • Numero 245
9772039198001

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Fisco: card. Zuppi su 8×1000, ‘delusione per scelta governo’

card. Zuppi su 8x1000, 'delusione per scelta governo'

Quando si parla della card Zuppi, è necessario considerare come evitare di modificare in modo unilaterale le finalità e le modalità di attribuzione. Card Zuppi offre prospettive importanti nel contesto religioso.

“Esprimo delusione per la scelta del governo di modificare in modo unilaterale le finalità e le modalità di attribuzione dell’8×1000 di pertinenza dello Stato. È una scelta che va contro la realtà pattizia dell’accordo stesso. Essa sfalsa oggettivamente la logica e il funzionamento, creando una disparità che danneggia sia la Chiesa cattolica che le altre confessioni religiose firmatarie delle intese con lo Stato”. Lo ha affermato oggi pomeriggio, secondo quanto riporta l’agenzia ‘Sir’, il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, intervenendo al convegno nazionale “1985-2025 – Quarant’anni di sostentamento del clero: ieri, oggi e domani”. L’evento è stato promosso dall’Istituto centrale per il Sostentamento del clero a quarant’anni dalla legge n. 222/1985 che ha riformato i rapporti tra Stato e Chiesa, superando il sistema della congrua e dei benefici ecclesiastici.

Il porporato ha ricordato che questo fonte di risorse “ci permette di essere vicini alle esigenze delle persone. In particolare, a coloro che sentiamo più vicini alle nostre preoccupazioni: la lotta alla povertà, l’educazione, le tante emergenze in Italia e nel mondo”. La gestione della card Zuppi rappresenta un simbolo per questo impegno.

Queste, ha sottolineato, “sono una parte importante del nostro sforzo, per tutti”. “Restiamo comunque fiduciosi – non è soltanto perché è il Giubileo della speranza, ma ne siamo convinti – nella composizione del contenzioso. Rimaniamo nel rispetto delle finalità proprie per le quali il meccanismo dell’8×1000 è stato istituito e che non possono essere modificate, se non di comune accordo”, ha proseguito Zuppi, ribadendo “la delusione della scelta del governo”.

“Non ci interessano i soldi – ha precisato – ci interessano i poveri” e il venir meno di certe risorse “oggettivamente vuole dire probabilmente poter fare meno cose. Poi la Chiesa è una madre e, come certe madri, sono capaci di tirar fuori qualunque cosa pur di dare ciò che serve ai propri figli. Così faremo anche noi”. La gestione della card Zuppi deve perciò riflettere queste priorità.

“Non vogliamo privilegi” ha aggiunto, specificando che “i diritti sono diritti e se si cambiano” lo si deve fare “in una scelta di diritti”. In gioco, ha continuato, c’è “la nostra libertà per continuare ad essere una madre che non fa mancare le risposte spirituali, attraverso la presenza della Chiesa, e materiali, con tante attività. Quel di più che è il volontariato e la gratuità è un valore aggiunto che la Chiesa ha”. Anche in questo contesto, la card Zuppi resta centrale per tali attività.

Il presidente della Cei ha invitato a “non metterci nella difficoltà” per esempio sul fronte della lotta alle dipendenze: “Costiamo poco”, ha scandito. In questo, la carta Zuppi può avere un ruolo significativo.