Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti e analizzati da UNRAE e Dataforce, il primo mese dell’anno ha registrato un’accelerazione significativa: le immatricolazioni sono state 141.980, segnando un incremento del 6,18% rispetto allo stesso periodo del 2025.
In questo scenario di generale ripresa, spicca la performance di Stellantis, che cresce a una velocità quasi doppia rispetto alla media nazionale.
La crescita del 6,18% rappresenta una boccata d’ossigeno per la filiera, spinta in particolare dal settore delle auto elettriche e ibride, che beneficiano degli effetti degli incentivi e di una gamma di modelli sempre più ampia.
Con 46.452 nuove targhe, il gruppo guidato da Carlos Tavares ha consolidato la propria leadership in Italia. La quota di mercato è salita al 32,6%, trainata da alcuni modelli iconici che continuano a dominare le preferenze degli italiani:
Fiat Pandina: Resta l’auto più venduta in assoluto con 13.394 unità.
Jeep Avenger: Si conferma regina dei SUV (5.133 immatricolazioni).
Citroën C3: Terzo gradino del podio complessivo.
Fiat Grande Panda: Un debutto solido che ha già conquistato oltre 3.200 clienti.
Il dato più interessante riguarda la transizione energetica. A gennaio 2026 si è assistito a un vero e proprio boom delle Plug-in Hybrid (+131,8%) e delle Elettriche Pure (BEV), queste ultime cresciute del 40,6% raggiungendo una quota di mercato del 6,6%.
Nel segmento elettrico, il gruppo Stellantis brilla grazie ai risultati di Leapmotor (la joint venture con il produttore cinese), che con il modello T03 è risultata l’auto elettrica più venduta in Italia nel mese di gennaio.
Al contrario, prosegue il declino delle motorizzazioni tradizionali: i motori a benzina hanno registrato una flessione del 25,8%, mentre il diesel si attesta ormai al 12,7% di quota totale.
Nonostante l’ottima partenza, le associazioni di categoria come UNRAE mantengono un profilo di cautela. Le stime per l’intero anno prevedono un mercato intorno a 1,54 – 1,61 milioni di unità, un volume ancora lontano dai livelli pre-pandemia del 2019, ma che indica una stabilizzazione positiva.
Il successo dei prossimi mesi dipenderà in larga misura dalla continuità degli incentivi e dalla capacità dei produttori di soddisfare la domanda di mobilità sostenibile a prezzi accessibili.
