I primi dati alla chiusura delle urne indicano un vantaggio netto per il fronte del No. Affluenza sopra le aspettative per una consultazione senza quorum.
Le urne si sono chiuse alle ore 15:00 di questo lunedì 23 marzo. Ora i primi verdetti della consultazione referendaria sulla riforma della giustizia cominciano a delinearsi. Secondo gli instant poll realizzati da YouTrend per Sky TG24, il fronte del “NO” sarebbe in vantaggio. Questo conferma i trend che erano emersi nelle ultime settimane di campagna elettorale.
I numeri degli Instant Poll:
Secondo le rilevazioni diffuse durante la diretta di Sky TG24, le “forchette” dei risultati vedono il No avanti in modo significativo:
NO: 49,5% – 53,5%
SÌ: 46,5% – 50,5%
Sebbene il margine di errore lasci ancora una piccola finestra di incertezza per il pareggio, la tendenza appare chiara. Il fronte del No sembra aver intercettato la maggioranza dei consensi. Questo di fatto blocca la riforma costituzionale che prevedeva, tra i punti cardine, la separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare.
Uno degli elementi più sorprendenti di questa tornata elettorale è stata la partecipazione. Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non era previsto il raggiungimento di un quorum. Tuttavia, il dato dell’affluenza ha superato le stime iniziali.
Dato stimato finale: tra il 56% e il 60%
La spinta delle città: l’affluenza è stata particolarmente alta nei grandi centri urbani. Si sono registrate punte oltre il 52% tra i laureati. Questo è un fattore che YouTrend aveva già indicato come potenzialmente decisivo per l’esito finale.
Dagli studi di Sky TG24, gli analisti sottolineano come il risultato rifletta una profonda polarizzazione politica. Se il centrodestra ha sostenuto compatto il “Sì”, puntando su una riforma attesa da trent’anni, il “Campo Largo” dell’opposizione ha serrato i ranghi attorno al “No”. Quest’ultimo ha paventato rischi per l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva dichiarato nei giorni scorsi di non temere contraccolpi per il governo in caso di sconfitta. Inoltre, aveva definito il voto un “passaggio democratico necessario”. Tuttavia, la vittoria del No rappresenterebbe uno stop politico rilevante per l’esecutivo.
Cosa succede ora?
Con la vittoria del No, la legge costituzionale approvata dal Parlamento nell’ottobre 2025 non entrerà in vigore. Perciò, l’ordinamento della magistratura resterà quello attuale. Sarà mantenuta l’unicità delle carriere e l’attuale struttura del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).