Le Borse europee mostrano segni di stanchezza e incertezza nella seduta odierna, 9 aprile 2026.
Nonostante il sollievo iniziale per l’annuncio del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, l’entusiasmo dei mercati sembra essersi già esaurito. Il timore che la tregua di due settimane sia solo una “pausa tattica” e non l’inizio di una reale distensione ha sostituito l’ottimismo.
Dopo il rimbalzo registrato ieri, i listini del Vecchio Continente si muovono senza una direzione precisa. Inoltre, gli analisti sottolineano come l’accordo raggiunto in extremis, poco prima della scadenza dell’ultimatum fissato dal presidente Donald Trump, resti estremamente fragile. La prospettiva che la crisi possa riaccendersi nel giro di pochi giorni tiene gli investitori in una posizione di cautela.
A Milano, il FTSE MIB riflette questo clima di attesa. I titoli industriali e tecnologici faticano a trovare slancio, mentre il comparto energetico torna a surriscaldarsi.
Sul fronte delle commodity, la tensione è palpabile. Inoltre, il prezzo del Greggio WTI si è riportato in area 94-95 dollari al barile, invertendo il calo seguito all’annuncio della tregua.
Anche il prezzo del gas naturale registra rialzi significativi. Questa crescita è spinta dall’incertezza sulle forniture e sulla stabilità delle rotte commerciali nel Medio Oriente.
La paura dei mercati è che Teheran possa utilizzare questo stallo per riorganizzarsi. In alternativa, si teme che Washington possa tornare alla linea dura alla scadenza dei 14 giorni.
Tra Spread in risalita e valute immobili
si segnala un peggioramento sul mercato obbligazionario.
Lo spread Btp-Bund, che ieri era sceso bruscamente toccando i 76 punti base, è tornato ad allargarsi. Ora si sta stabilizzando intorno agli 80 punti. Il rendimento del decennale italiano resta sotto osservazione. Questo andamento riflette un ritorno della percezione del rischio sui titoli periferici dell’Eurozona.
Sul fronte valutario, l’euro appare “piatto” e privo di spunti direzionali nel cross con il biglietto verde. Il cambio EUR/USD fluttua intorno a 1,16. Gli operatori attendono segnali più chiari sia dalle banche centrali sia dall’evoluzione della crisi diplomatica, prima di prendere posizioni decise.
Il punto degli analisti: “La tregua è una notizia positiva nel breve termine, ma la mancanza di un reale tavolo negoziale suggerisce che il rischio geopolitico resterà il principale driver dei prezzi per tutto il mese di aprile.”














