Estate: tempo di vacanze e viaggi. Come tutelare le orecchie tra nuotate in mare e viaggi in aereo

Ragazza in spiaggia con asciugamano

Estate significa vacanze, mare, piscina, viaggi in aereo e attività all’aria aperta. Un periodo atteso da milioni di italiani. Tuttavia, può mettere a dura prova la salute delle orecchie. Tra sbalzi di pressione durante i voli, immersioni e esposizione prolungata ad acqua, salsedine, cloro e sudore, i disturbi auricolari rappresentano una delle problematiche più frequenti della stagione.

Per aiutare gli italiani a prevenire i problemi più comuni, iDoctors – la prima piattaforma in Italia per la prenotazione online di visite specialistiche ed esami diagnostici, che consente di trovare e prenotare medici e strutture sanitarie in tutta Italia – ha raccolto i consigli del Dr. Luca de Campora, Otorinolaringoiatra, esperto in patologie ORL subacquee e uno degli specialisti presenti sulla piattaforma.

Prevenzione: attenzione a compensazione e igiene dell’orecchio

Secondo il Dottor de Campora, la prevenzione parte da alcune semplici accortezze spesso sottovalutate: “I viaggi estivi espongono le orecchie a numerose sollecitazioni. Per prevenire i problemi più comuni è importante mantenere una buona igiene auricolare senza eccedere nelle pulizie. L’utilizzo continuo di cotton fioc o altri strumenti può alterare le naturali difese del condotto uditivo e favorire dermatiti, eczema e infezioni.”

Per chi viaggia in aereo o pratica immersioni, il consiglio è altrettanto chiaro: “È importante evitare voli e immersioni in presenza di raffreddore, rinite allergica o sinusite e assicurarsi che la compensazione, ovvero la tecnica utilizzata per bilanciare la pressione all’interno dell’orecchio medio con quella dell’ambiente esterno, avvenga facilmente e senza sforzo. In caso di difficoltà compensatorie è sempre preferibile rinunciare all’attività piuttosto che forzare.”

Quando il dolore compare dopo il mare, la piscina o un volo

Non tutti i dolori auricolari hanno la stessa origine. Dopo una giornata al mare o in piscina, il problema potrebbe essere legato a un’otite esterna o a una dermatite del condotto uditivo. Potrebbe anche essere causato da un tappo di cerume che si è gonfiato per effetto dell’acqua. Invece, dopo un viaggio in aereo o un’immersione, il dolore può essere causato da una difficoltà di compensazione e da un conseguente barotrauma dell’orecchio medio.

Se il disturbo persiste o si accompagna a sintomi come riduzione dell’udito, secrezioni, acufeni, vertigini o febbre, è consigliabile effettuare una visita specialistica. Questo aiuta a individuare rapidamente la causa e impostare la terapia più appropriata. “Una diagnosi precoce consente nella maggior parte dei casi una rapida risoluzione del problema ed evita possibili complicanze.”

Gli errori da evitare

L’errore più frequente è cercare di risolvere autonomamente il problema introducendo oggetti nell’orecchio. Cotton fioc, forcine, tappi auricolari o altri strumenti possono peggiorare l’infiammazione, provocare lesioni della cute o spingere più in profondità eventuali accumuli di cerume.” – spiega il Dottor de Campora.

Molto comuni sono anche le dermatiti e gli eczemi del condotto uditivo. Durante l’estate, queste condizioni possono riacutizzarsi a causa dell’esposizione frequente ad acqua, salsedine, cloro e sudorazione. Un’altra condizione spesso sottovalutata è rappresentata dai tappi di cerume. Molte persone partono per le vacanze senza alcun disturbo e si ritrovano improvvisamente con l’orecchio chiuso dopo una giornata di mare o piscina. Questo accade perché il cerume, assorbendo acqua, aumenta di volume e ostruisce il condotto uditivo.

Non solo barotraumi: le patologie estive più frequenti

Quando si parla di orecchie e vacanze, l’attenzione si concentra spesso sui problemi legati ai voli o alle immersioni. Nella pratica clinica, però, le problematiche più frequenti sono spesso altre.

In queste condizioni, il contatto con acqua di mare, di piscina o con acque contaminate può facilitare l’insorgenza di infezioni batteriche o fungine.

Tra queste spicca l’otite esterna, nota anche come “otite del nuotatore”. Questa è una delle patologie auricolari più diffuse durante l’estate. Contrariamente a quanto si pensa, il problema non è semplicemente la presenza di acqua nell’orecchio. Nella maggior parte dei casi esiste una predisposizione legata all’alterazione della barriera cutanea del condotto uditivo, favorita da dermatiti ed eczemi. Inoltre, può essere causata da stimolazioni meccaniche ripetute dovute all’utilizzo di cotton fioc, auricolari e tappi auricolari.

In queste condizioni, il contatto con acqua di mare, di piscina o con acque contaminate può facilitare l’insorgenza di infezioni batteriche o fungine.

Molto comuni sono anche le dermatiti e gli eczemi del condotto uditivo, che durante l’estate possono riacutizzarsi a causa dell’esposizione frequente ad acqua, salsedine, cloro e sudorazione. Un’altra condizione spesso sottovalutata è rappresentata dai tappi di cerume. Molte persone partono per le vacanze senza alcun disturbo e si ritrovano improvvisamente con l’orecchio chiuso dopo una giornata di mare o piscina perché il cerume, assorbendo acqua, aumenta di volume e ostruisce il condotto uditivo.

Naturalmente, non vanno dimenticati i problemi legati alle variazioni di pressione. Questi includono i barotraumi dell’orecchio medio e dei seni paranasali, soprattutto frontali. Tali problemi interessano soprattutto viaggiatori frequenti, apneisti e subacquei.

Nelle province di mare cresce la richiesta di visite ORL durante l’estate

L’attenzione per queste problematiche trova conferma anche nei dati analizzati da iDoctors. Esaminando l’andamento delle prenotazioni otorinolaringoiatriche in alcune province italiane, caratterizzate da una forte presenza turistica balneare e da volumi significativi di attività sanitaria, emerge un andamento particolare durante i mesi estivi.

Nelle province di Latina, Lecce e Palermo, ad esempio, tra luglio e agosto si registra un aumento medio del 23% delle prenotazioni per visite otorinolaringoiatriche rispetto agli altri periodi dell’anno.

Un dato che evidenzia come l’esposizione alle attività tipiche dell’estate – mare, piscina, immersioni e viaggi – possa tradursi in una maggiore richiesta di consulenze specialistiche legate alla salute delle orecchie e delle vie aeree superiori.