Nel 2024 quasi 21 mila giovani italiani altamente istruiti hanno lasciato il Paese senza essere compensati dai rientri. La Dubai Economic Agenda D33 punta invece a raddoppiare l’economia dell’Emirato entro il 2033. Il percorso del CEO di Luminova Real Estate racconta opportunità, difficoltà e cambiamenti di una generazione sempre più internazionale.
Dubai, 16 luglio 2026 – L’Italia continua a formare giovani qualificati, ma fatica a trattenerli. Nel 2024 sono espatriati circa 25 mila italiani laureati tra i 25 e i 34 anni, mentre i rimpatri hanno superato di poco le 4 mila unità. Il risultato è una perdita netta di quasi 21 mila giovani altamente istruiti in un solo anno. Il fenomeno non riguarda soltanto la ricerca di stipendi più elevati, ma coinvolge le opportunità professionali, la rapidità delle carriere, la cultura d’impresa e la possibilità di lavorare in ambienti internazionali.
Tra le destinazioni che stanno attirando professionisti, imprenditori e investitori europei c’è Dubai. La città non si limita a intercettare la mobilità internazionale, ma ha costruito una strategia precisa per consolidare il proprio ruolo economico. La Dubai Economic Agenda D33 comprende cento progetti trasformativi e punta a raddoppiare le dimensioni dell’economia dell’Emirato entro il 2033, con obiettivi economici complessivi pari a 32 mila miliardi di dirham nel decennio.
Dietro i numeri, però, ci sono percorsi personali spesso lontani dalle traiettorie professionali tradizionali. Uno di questi è quello di Giorgio Torelli, oggi alla guida della divisione immobiliare di Luminova a Dubai.

Ex calciatore professionista, con studi da geometra e una laurea in nutrizione, Torelli ha costruito la propria carriera attraverso esperienze molto diverse. Dopo il calcio ha scelto di lasciare l’Italia e trasferirsi a Melbourne, in Australia, dove ha vissuto per diversi anni, imparato l’inglese e svolto anche lavori manuali. Durante la pandemia ha avviato una piccola attività di servizi e riparazioni domestiche, comprendendo progressivamente che il lavoro poteva essere organizzato senza rimanere legati a un solo luogo.
Dall’Australia a Dubai, senza un progetto già scritto
L’arrivo a Dubai, quattro anni fa, non era nato inizialmente come un trasferimento definitivo. Torelli aveva raggiunto la città per conoscerne il mercato, osservare le possibilità offerte e valutare un investimento nel settore immobiliare.
La tappa esplorativa si è trasformata in una scelta di vita e in un nuovo percorso professionale. Dopo i primi investimenti, Torelli è entrato nel gruppo Luminova, assumendo gradualmente maggiori responsabilità fino alla guida della divisione immobiliare.
Oggi l’attività comprende la consulenza agli investitori, la compravendita di proprietà e la gestione degli immobili destinati alle locazioni brevi attraverso il comparto Holiday Homes.
«Il mio percorso non è stato lineare e probabilmente proprio questo mi ha aiutato», spiega Torelli. «Lo sport mi ha insegnato il sacrificio, l’Australia mi ha obbligato a imparare una nuova lingua e ad adattarmi, mentre Dubai mi ha mostrato quanto sia importante trasformare rapidamente un’idea in un progetto concreto».
La sua esperienza riflette una tendenza più ampia. Una parte dei giovani europei non cerca più soltanto un posto di lavoro, ma un ecosistema nel quale competenze, relazioni internazionali e iniziativa personale possano produrre risultati in tempi più rapidi.
«Dubai offre opportunità, ma non regala il successo»
Dubai viene spesso raccontata attraverso immagini di lusso, grattacieli, automobili e grandi operazioni immobiliari. Secondo Torelli, questa rappresentazione rischia però di nascondere la parte più complessa della città.
«Dubai offre molte opportunità, ma non regala nulla. La concorrenza è elevata, il mercato è veloce e bisogna arrivare preparati. Chi pensa che sia sufficiente trasferirsi per ottenere automaticamente il successo rischia di commettere un errore».
Per costruire una posizione professionale servono competenze, conoscenza dell’inglese, capacità finanziaria, credibilità e disponibilità a confrontarsi con persone provenienti da culture differenti.
«Vivere fuori dalla propria zona di comfort obbliga a conoscersi meglio. Il consiglio che darei a un giovane è di fidarsi delle proprie capacità e di non avere paura di fallire. Prima si imparano le lezioni degli errori, prima si è in grado di costruire qualcosa di solido».
Il fallimento, nella visione di Torelli, non rappresenta quindi la conclusione di un percorso, ma una fase di apprendimento. Una prospettiva maturata attraverso lo sport, i lavori svolti in Australia e le prime esperienze nel mercato emiratino.
Investimenti esteri e crescita economica
Il dinamismo di Dubai non è sostenuto soltanto dalla comunicazione istituzionale. Nel 2025 la città ha mantenuto per il quinto anno consecutivo il primo posto mondiale per numero di progetti di investimento diretto estero greenfield, raggiungendo 1.253 nuovi progetti annunciati.
L’intero sistema economico degli Emirati Arabi Uniti ha attratto nel 2025 investimenti diretti esteri per 177,3 miliardi di dirham, con una crescita del 6%. I progetti greenfield avviati nel Paese hanno inoltre generato oltre 65 mila posti di lavoro in settori come servizi alle imprese, tecnologia, finanza, logistica, automotive e comunicazioni.
Questi dati aiutano a comprendere perché Dubai venga osservata non soltanto dagli investitori immobiliari, ma anche da professionisti, aziende tecnologiche, società finanziarie e imprese interessate a espandersi verso Asia, Africa e Medio Oriente.
Il mercato immobiliare tra stagionalità e crescita strutturale
Anche il settore immobiliare attraversa periodi di differente intensità. Durante l’estate, le temperature elevate e la partenza temporanea di una parte dei residenti possono rallentare visite, trattative e alcune attività operative.
Secondo Torelli, è però necessario distinguere il rallentamento stagionale dall’andamento complessivo del mercato.
«Il mercato non si muove alla stessa velocità in tutti i mesi dell’anno. Durante l’estate alcune attività rallentano, ma questo non significa automaticamente che sia iniziata una crisi. Bisogna osservare i dati, la qualità della domanda, la presenza degli investitori e la solidità dei singoli progetti».
I dati ufficiali relativi al primo trimestre del 2026 mostrano transazioni immobiliari per 252 miliardi di dirham, con un aumento del 31% in valore e del 6% nel numero delle operazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La crescita generale non elimina i rischi. Prezzi, caratteristiche dei progetti, reputazione degli sviluppatori, costi di gestione e reali rendimenti devono essere valutati con attenzione.
«Non tutti gli immobili sono buoni investimenti e non tutti i progetti sono adatti allo stesso cliente», aggiunge Torelli. «Il compito di un consulente non è spingere una vendita, ma spiegare rischi, costi, tempistiche e prospettive realistiche».
Una clientela sempre più internazionale
La clientela seguita da Luminova è composta in maggioranza da investitori italiani, affiancati da acquirenti provenienti da altri Paesi. La società sta però ampliando la propria comunicazione verso il mercato anglofono, con l’obiettivo di costruire un posizionamento maggiormente internazionale.
Per Torelli, questa evoluzione è coerente con la natura stessa di Dubai, una città nella quale relazioni professionali e operazioni economiche coinvolgono quotidianamente persone di decine di nazionalità.
La possibilità di lavorare in un ambiente internazionale rappresenta una delle ragioni che spingono molti giovani europei a trasferirsi. Ma il percorso richiede preparazione e capacità di adattamento.
«Prima di partire bisogna studiare il mercato, migliorare l’inglese, costruire competenze reali e preparare un piano economico. Dubai può accelerare un progetto valido, ma rende evidenti molto velocemente anche le idee che non hanno fondamenta».
Il vero confronto non è tra Italia e Dubai
La questione, quindi, non è stabilire se l’Italia abbia torto e Dubai ragione. Il punto è comprendere perché una parte crescente dei giovani qualificati percepisca maggiori possibilità lontano dal proprio Paese.
L’Italia continua a disporre di università, competenze professionali, cultura imprenditoriale e capacità produttive di alto livello. Tuttavia, la perdita di quasi 21 mila giovani laureati in un solo anno segnala una difficoltà che non può essere liquidata come una semplice scelta individuale.
Dubai, dal canto suo, ha scelto di attrarre persone, capitali e imprese attraverso obiettivi dichiarati, investimenti infrastrutturali e una strategia economica di lungo periodo.
La storia di Giorgio Torelli mostra che dietro questa nuova mobilità professionale non ci sono soltanto vantaggi fiscali o aspettative di guadagno. Ci sono disponibilità a ricominciare, apprendimento delle lingue, lavori differenti, errori, cambiamenti di direzione e capacità di vivere lontano dalla propria zona di sicurezza.
«Nessuno può sapere in anticipo dove arriverà», conclude Torelli. «Ma restare immobili per paura di sbagliare è spesso il rischio più grande».