Anno III • Numero 245
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Crollo Ponte Morandi, la sentenza: maxi condanna per Castellucci. Ecco tutte le decisioni

Il crollo del Ponte Morandi una tragedia per il nostro Paese

Crollo Ponte Morandi, a distanza di ormai quasi 8 anni da quella tragedia sono arrivate le prime condanne. I giudici non hanno accettato completamente le richieste della Procura

A distanza ormai di quasi 8 anni da una delle tragedie che hanno segnato il nostro Paese è arrivata la sentenza di primo grado. Era il 14 agosto 2018 quando a Genova il Ponte Morandi crollava. Un cedimento che ha provocato la morte di 43 persone. Da quel momento è iniziata una lunga battaglia da parte dei familiari per rendere giustizia alle vittime di un dramma che ancora oggi è nella mente di tutti noi.

E nella mattinata del 16 luglio il Tribunale di Genova si è pronunciato. I giudici, a sorpresa, hanno deciso di rivedere a ribasso le richieste del pubblico ministero e questo potrebbe portare la stessa difesa a presentare ricorso in secondo grado. Chi farà appello è sicuramente Castellucci, l’ex ad di Aspi, come annunciato dal suo stesso avvocato.

Una decisione che conferma come la vicenda non è finita qui. Anzi continuerà nei prossimi mesi nelle Aule di tribunale. Ora il discorso si sposterà in Corte d’Appello e quasi certamente si arriverà in Cassazione per avere una sentenza definitiva. Ci vorranno anni, dunque, per chiudere la pagina riguardante il crollo del Ponte Morandi anche se questa per i familiari delle vittime non sarà mai realmente conclusa visto che ogni anno il 14 agosto ritornerà alla mente l’incubo vissuto nel 2018.

Crollo Ponte Morandi, le condanne

Erano diversi gli imputati per il crollo del Ponte Morandi, ma gli occhi erano tutti puntati su Giovanni Castellucci, ex ad di Aspi. Per lui la Procura aveva chiesto una condanna a 18 anni e 6 mesi. Una richiesta non accettata dai giudici che hanno deciso una pena di 12 anni.

Undici anni per Michele Donferri Mitelli, ex numero tre di Aspi (richiesta una condanna a 15 anni e sei mesi). L’ormai ex numero 2 di Aspi Paolo Berti dovrà scontare una condanna a 5 anni e sei mesi (la richiesta era di 12 anni e 6 mesi). Stessa pena anche per l’ex ad di Spea Antonino Galatà (la richiesta era di 7 anni).

Infine sul banco degli impuntati c’era anche Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti. Per lui si è decisa una pena di 5 anni.

Crollo Ponte Morandi, le reazioni

Sono state diverse le reazioni dopo le sentenze riguardanti il crollo del Ponte Morandi. L’avvocato di Castellucci, Giovanni Paolo, ha annunciato la volontà di presentare il ricorso per provare a ribaltare la condanna inflitta in primo grado: “Si è cercato il colpevole, ma non la colpa. Castellucci è stato condannato senza colpa. La sua unica colpa è quella di essere innocente e proseguiremo la nostra battaglia per dimostrare l’innocenza. Siamo sicuri che in Appello si rimedierà a quello che noi riteniamo un errore“.

Soddisfatta, ma non pienamente Egle Possetti, portavoce del Comitato parenti vittime. La donna, presente in Aula, ha commentato in questo modo la sentenza: “Non siamo avvocati e non possiamo commentare. La condanna a 12 anni ci può stare, ma dobbiamo capire tutto il resto anche perché c’erano tanti imputati“.

In giornata è arrivata anche la nota, citata dall’Ansa, del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi che si è soffermato sulle decisioni dei giudici sul crollo del Ponte Morandi: La sentenza di oggi segna un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate né alleviare il dolore delle loro famiglie, alle quali va ancora una volta la mia più sincera vicinanza. Il crollo non è stato una fatalità, ma il risultato di gravi errori e omissioni da parte di chi aveva il dovere di garantire la sicurezza. È giusto che le responsabilità siano state finalmente accertate“.

Resta però una riflessione che non possiamo ignorare: ci saremmo augurati un percorso giudiziario più rapido. Otto anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono un tempo lunghissimo, soprattutto per chi ha atteso giustizia convivendo ogni giorno con un dolore che non si è mai spento. Ora è il momento di guardare avanti – ha concluso -. Nel ricordo delle vittime abbiamo il dovere di continuare a investire sulla sicurezza delle infrastrutture, affinché una tragedia come quella del 14 agosto 2018 non possa mai più ripetersi“, ha concluso Rixi nel comunicato.

I prossimi passi

Ora, come detto in precedenza, la vicenda non è assolutamente finita qui. Il tutto si trasferirà in Corte d’Appello dove nel corso dei prossimi mesi i giudici dovranno decidere se confermare o rivedere le condanne arrivate in primo grado. Molto probabilmente si preannunciano ancora anni prima di arrivare ad una sentenza definitiva sul crollo del Ponte Morandi visto che, a meno di clamorosi colpi di scena, si andrà anche in Cassazione.