Anno III • Numero 245
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Funerali Jorge Messi, Leo torna in Argentina per l’ultimo saluto al padre

Messi abbraccia un allenatore sorridente.

Il campione argentino è rientrato a Rosario con Antonela Roccuzzo e i figli. Jorge Messi, morto a 68 anni, fu padre, agente e figura decisiva nella straordinaria carriera del fuoriclasse

Lionel Messi è tornato in Argentina per partecipare ai funerali Jorge Messi e dare l’ultimo saluto all’uomo che, prima ancora di diventarne agente e rappresentante, lo aveva accompagnato fin dai primi passi nel calcio. Questo momento segna un’importante pietra miliare nella vita di Messi e nel ricordo di Jorge Messi.

Jorge Horacio Messi, padre del capitano della nazionale argentina, è morto a Rosario all’età di 68 anni. Il decesso è avvenuto dopo un periodo nel quale era stato sottoposto a cure mediche per una malattia sulla quale la famiglia aveva scelto di mantenere il riserbo. La causa precisa della morte non è stata resa pubblica.

La notizia, confermata l’8 agosto 2026, ha suscitato una profonda commozione in Argentina e nel mondo del calcio. L’Associated Press ha riferito che Jorge Messi è morto in una struttura sanitaria di Rosario, la città nella quale era nato e dove aveva costruito la propria famiglia insieme alla moglie Celia Cuccittini.

Lionel Messi è arrivato nella sua città con Antonela Roccuzzo e i loro figli, scegliendo comprensibilmente il silenzio e la riservatezza. Dopo l’atterraggio, il calciatore e i familiari hanno lasciato l’aeroporto senza rilasciare dichiarazioni pubbliche.

Le esequie dovrebbero svolgersi in forma strettamente privata nell’area di Rosario, alla presenza dei familiari e delle persone più vicine a Jorge Messi. Proprio per la natura riservata della cerimonia, le indicazioni sul luogo e sugli orari devono essere considerate suscettibili di aggiornamento.

In questo contesto di dolore, i funerali Jorge Messi rappresentano un momento di celebrazione della vita e della carriera di un uomo che ha influenzato profondamente il mondo del calcio.

Per Lionel Messi non sarà soltanto l’addio a un padre. Sarà il saluto all’uomo che aveva riconosciuto il suo talento quando era ancora un bambino, che aveva lasciato il lavoro e l’Argentina per accompagnarlo a Barcellona e che, negli anni successivi, aveva gestito una parte fondamentale della sua vita professionale.

Messi Con la famiglia rientrano a casa.
Messi con la famiglia

La morte di Jorge Messi e il cordoglio del calcio mondiale

La morte di Jorge Messi ha provocato numerose reazioni nel mondo dello sport. La Federazione calcistica argentina ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa del padre del capitano e ha disposto iniziative commemorative nel calcio nazionale.

Secondo quanto riportato da El País, l’Associazione del calcio argentino ha previsto un minuto di silenzio e l’utilizzo del lutto al braccio nelle competizioni organizzate nel Paese. Un gesto che testimonia quanto Jorge Messi fosse ormai considerato una presenza conosciuta e significativa nella storia sportiva del figlio.

Anche la Confederazione sudamericana di calcio ha rivolto un messaggio di vicinanza a Lionel e alla sua famiglia. Il Newell’s Old Boys, club profondamente legato alla città di Rosario e alla formazione calcistica del futuro campione, ha ricordato Jorge come uno dei pilastri che sostennero con convinzione il percorso di Leo.

Non poteva mancare il cordoglio del Barcellona, la società che accolse Lionel Messi quando aveva soltanto 13 anni e nella quale il calciatore avrebbe scritto alcune delle pagine più importanti della storia del calcio.

Il legame tra Jorge Messi e il club catalano non fu semplicemente quello tra un genitore e la società sportiva del figlio. Jorge partecipò direttamente alle decisioni che resero possibile il trasferimento in Spagna e seguì nel tempo i rapporti professionali di Lionel con il Barcellona.

Quella scelta, compiuta quando il futuro campione era ancora giovanissimo, cambiò per sempre la vita della famiglia Messi e contribuì alla nascita di una delle carriere sportive più straordinarie di sempre.

Messi torna in Argentina con Antonela e i figli

Il rientro di Messi in Argentina è avvenuto nel segno della discrezione. Con lui c’erano Antonela Roccuzzo e i figli, uniti in uno dei momenti più dolorosi vissuti dalla famiglia.

Il calciatore ha raggiunto Rosario per stare accanto alla madre Celia, ai fratelli Rodrigo, Matías e María Sol e agli altri familiari. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata diffusa al momento del suo arrivo.

La decisione di proteggere la privacy appare comprensibile anche alla luce di quanto era accaduto durante i mesi precedenti. Nel giugno 2026 si erano diffuse notizie non corrette sulle condizioni di Jorge Messi, tanto da spingere la famiglia a intervenire pubblicamente.

In quella circostanza i Messi avevano confermato che Jorge stava attraversando un problema di salute, chiedendo però rispetto e sensibilità. La famiglia aveva anche smentito le indiscrezioni premature che ne annunciavano erroneamente la morte.

Il caso aveva dimostrato quanto rapidamente una voce non verificata potesse trasformarsi in una falsa notizia globale, soprattutto quando riguarda una figura famosa come Lionel Messi. A distanza di alcune settimane, il decesso è stato invece confermato da fonti ufficiali e da numerose organizzazioni sportive.

La presenza di Leo a Rosario assume ora un valore profondamente familiare. Lontano dagli stadi, dalle telecamere e dalle celebrazioni sportive, il campione argentino si trova ad affrontare un lutto che riguarda la parte più intima della propria vita.

Chi era Jorge Messi, il padre e agente di Lionel

Jorge Horacio Messi era nato e cresciuto in Argentina. Prima che la carriera del figlio cambiasse la storia della famiglia, aveva lavorato nel settore metalmeccanico nell’area di Rosario.

Era un uomo legato al lavoro, alla famiglia e al calcio giovanile. Seguiva alcune squadre di bambini del quartiere e fu tra i primi a comprendere che Lionel possedeva qualità fuori dal comune.

Leo iniziò a giocare quando aveva appena quattro anni. Come molti bambini argentini, mosse i primi passi su campi irregolari e spazi di quartiere, i celebri “potreros” nei quali il calcio viene vissuto come una componente della vita quotidiana.

La storia del campione cominciò al Grandoli, piccolo club di Rosario. In quegli anni Jorge non era ancora un agente e non immaginava probabilmente fino a dove sarebbe arrivato il figlio. Era un padre che accompagnava un bambino agli allenamenti, lo osservava giocare e cercava di offrirgli ogni opportunità possibile.

Il talento di Lionel apparve presto evidente. Il ragazzo entrò successivamente nel settore giovanile del Newell’s Old Boys, una delle principali società di Rosario. La crescita sportiva procedeva rapidamente, ma la famiglia dovette affrontare un ostacolo importante: a Messi era stato diagnosticato un deficit dell’ormone della crescita.

Il trattamento aveva costi significativi. Per la famiglia diventò necessario trovare una soluzione che permettesse a Leo di continuare a curarsi e, nello stesso tempo, di coltivare il proprio talento calcistico.

Fu in quel momento che Jorge Messi prese la decisione destinata a cambiare ogni cosa.

Il viaggio a Barcellona che cambiò la vita della famiglia

Nel 2000 il Barcellona invitò Lionel Messi a sostenere un periodo di prova in Catalogna. Leo aveva 13 anni e si trovò improvvisamente davanti alla possibilità di lasciare Rosario per entrare in una delle accademie calcistiche più importanti del mondo.

Jorge decise di accompagnarlo. Lasciò il lavoro stabile in Argentina e affrontò con il figlio un trasferimento pieno di speranze, ma anche di difficoltà.

La scelta comportò una separazione temporanea dal resto della famiglia. Celia Cuccittini e gli altri figli rimasero inizialmente in Argentina, mentre Jorge e Lionel cercavano di costruire una nuova vita in Spagna.

Per un ragazzo di 13 anni non fu semplice. Messi avrebbe ricordato in seguito la nostalgia di quei primi mesi e il dolore nascosto sia da lui sia dal padre. Entrambi cercavano di mostrarsi forti, mentre soffrivano per la distanza da Rosario e dagli altri componenti della famiglia.

Quella esperienza rafforzò ulteriormente il loro rapporto. Jorge non era soltanto l’adulto che si occupava delle questioni pratiche: rappresentava la continuità con la casa, la protezione e il punto di riferimento in un Paese nuovo.

Il Barcellona decise di investire sul giovane argentino, sostenendone il percorso sportivo e il trattamento medico. Il talento di Leo si impose progressivamente nelle squadre giovanili, fino al debutto nella prima squadra e all’inizio di una carriera irripetibile.

Jorge seguì ogni passaggio. Partecipò alla definizione dei primi accordi con il club e, nel tempo, assunse il ruolo di agente e rappresentante del figlio.

Jorge Messi agente e custode della carriera di Leo

Il rapporto professionale tra Lionel e Jorge Messi si sviluppò parallelamente a quello familiare. Con l’esplosione del talento di Leo, il padre iniziò a occuparsi in maniera sempre più diretta di contratti, sponsorizzazioni, diritti d’immagine e rapporti con le società.

Nel calcio contemporaneo, la carriera di un atleta di livello mondiale richiede una struttura complessa. Non si tratta soltanto di negoziare lo stipendio o il trasferimento da un club all’altro. Entrano in gioco accordi commerciali, gestione dell’immagine, comunicazione, fiscalità e relazioni con aziende internazionali.

Jorge diventò il punto di riferimento centrale di questo sistema. La gestione degli interessi di Messi rimase largamente familiare, con ruoli affidati anche agli altri fratelli.

Questa impostazione contribuì a creare attorno al campione una cerchia ristretta di persone fidate. Nonostante la fama globale, Lionel Messi continuò infatti a mantenere un forte legame con Rosario, con la famiglia e con gli amici di sempre.

Jorge esercitò una notevole influenza anche nelle decisioni sportive più delicate. Seguì i rinnovi con il Barcellona, le trattative commerciali e, successivamente, i passaggi che portarono Leo al Paris Saint-Germain e all’Inter Miami.

Il padre mantenne spesso un profilo più riservato rispetto all’enorme esposizione mediatica del figlio. Tuttavia, la sua presenza era costante dietro le quinte.

In una rara riflessione pubblica, Jorge spiegò che il giorno nel quale Leo avrebbe smesso di giocare una parte del sogno sarebbe crollata anche per lui. Quelle parole mostrano quanto la carriera del figlio fosse diventata anche il progetto centrale della sua vita.

Dal Grandoli al Barcellona: il sogno costruito insieme

Per comprendere il ruolo di Jorge Messi occorre tornare al punto di partenza. Prima delle Champions League, dei Palloni d’Oro, della Coppa del Mondo vinta con l’Argentina e dei grandi contratti internazionali, c’erano un bambino con il pallone e un padre disposto ad accompagnarlo.

Jorge riconobbe il talento di Lionel, ma soprattutto si assunse il rischio di proteggerlo. Trasferirsi in Europa significava abbandonare certezze professionali, affetti e abitudini. Non esisteva alcuna garanzia che il ragazzo sarebbe diventato un campione.

Il successo successivo rischia di far apparire inevitabile una storia che, all’inizio, era invece piena di incognite. Messi era molto giovane, lontano da casa e impegnato in un percorso medico e sportivo complesso.

Il padre gli offrì la stabilità necessaria per affrontare quella sfida. Lo accompagnò alle sedute di allenamento, seguì i rapporti con il club e gestì le difficoltà della vita quotidiana.

Quando Lionel debuttò con la prima squadra del Barcellona, il sogno cominciò ad assumere una dimensione concreta. Negli anni seguenti Messi sarebbe diventato il miglior marcatore della storia del club e avrebbe conquistato trofei nazionali e internazionali.

La carriera del fuoriclasse argentino non può essere spiegata soltanto attraverso il talento individuale. Alle sue spalle ci furono il sostegno della famiglia, il sacrificio dei genitori e la decisione di Jorge di credere in lui quando il futuro era ancora del tutto incerto.

Il rapporto tra Jorge Messi e il Barcellona

Il Barcellona occupò per oltre vent’anni un posto centrale nella vita dei Messi. Jorge partecipò alle trattative contrattuali e ai numerosi rinnovi che accompagnarono l’ascesa di Lionel.

Il rapporto con il club conobbe momenti di grande vicinanza, ma anche fasi più tese, soprattutto durante gli ultimi anni del calciatore in Catalogna.

Nell’estate del 2020, quando Messi manifestò l’intenzione di lasciare il Barcellona, Jorge fu tra i principali interlocutori della società. Le discussioni sulla validità della clausola contrattuale e sulla possibilità di una partenza immediata ebbero una risonanza mondiale.

Leo rimase per un’altra stagione, ma nell’estate successiva lasciò effettivamente il club a causa dell’impossibilità di formalizzare un nuovo accordo nel quadro delle regole economiche applicabili alla società.

Anche in quel passaggio Jorge rimase al fianco del figlio. Seguì poi il trasferimento al Paris Saint-Germain e, due anni dopo, l’approdo all’Inter Miami.

Nonostante le tensioni che accompagnarono la separazione dal Barcellona, il club catalano ha ricordato Jorge per il ruolo svolto nel consegnare alla società il talento destinato a segnare un’epoca.

Il rapporto tra la famiglia Messi e Barcellona ha superato la dimensione puramente contrattuale. In Catalogna Lionel è cresciuto, ha conosciuto Antonela nella nuova fase della propria vita adulta, ha avuto i suoi figli ed è diventato una leggenda mondiale.

La vicenda fiscale in Spagna

La vita pubblica di Jorge Messi non è stata priva di controversie. La più rilevante riguardò la gestione fiscale dei proventi derivanti dai diritti d’immagine di Lionel.

Padre e figlio furono processati in Spagna per irregolarità relative agli anni 2007, 2008 e 2009. Secondo l’accusa, attraverso una struttura societaria erano stati sottratti alla tassazione spagnola oltre quattro milioni di euro legati ai diritti d’immagine del calciatore.

Nel 2017 il Tribunale Supremo spagnolo confermò la condanna di Lionel Messi a 21 mesi e quella di Jorge a 15 mesi per tre reati fiscali. Le pene detentive furono successivamente sostituite o non eseguite secondo le modalità previste dall’ordinamento spagnolo, mentre furono applicate sanzioni economiche.

La documentazione del Consiglio generale del potere giudiziario spagnolo indica che la vicenda riguardava imposte sui redditi ottenuti dallo sfruttamento dei diritti d’immagine.

Un’altra indagine avviata successivamente in Argentina per presunti reati fiscali e finanziari venne archiviata nel 2021, non essendo stati riconosciuti comportamenti illeciti attribuibili ai Messi in quel procedimento.

Questi episodi rappresentano una parte controversa della biografia di Jorge, che deve essere raccontata con precisione e senza cancellare né sovrapporre le diverse vicende giudiziarie.

La famiglia Messi e il legame mai interrotto con Rosario

Nonostante la carriera internazionale di Lionel, Rosario è rimasta il centro emotivo della famiglia Messi. È la città delle origini, degli affetti e dei primi campi di calcio.

Jorge continuò a mantenere un rapporto stretto con il territorio. La famiglia tornava regolarmente in Argentina e trascorreva nella zona lunghi periodi lontano dall’attenzione mediatica europea e statunitense.

Rosario è anche la città di Antonela Roccuzzo, conosciuta da Lionel durante l’infanzia. Il legame tra Leo e Antonela rafforzò ulteriormente il rapporto del calciatore con la propria terra.

Per i tifosi argentini, la storia di Messi rappresenta da sempre un viaggio circolare: da Rosario al mondo e dal mondo nuovamente a Rosario. Anche nei momenti di maggiore successo, il campione non ha mai reciso il rapporto con il quartiere e con le persone che lo avevano conosciuto prima della fama.

È quindi nella sua città che Lionel è tornato per affrontare il lutto. L’ultimo saluto a Jorge si svolgerà lontano dai grandi stadi nei quali padre e figlio avevano condiviso vittorie, sconfitte e momenti indimenticabili.

Un minuto di silenzio per il padre del capitano

La Federazione argentina ha voluto rendere omaggio a Jorge Messi attraverso un minuto di silenzio sui campi e il lutto al braccio.

Non si tratta soltanto di un gesto di vicinanza verso il capitano della nazionale. È anche il riconoscimento del ruolo svolto da un padre che contribuì in maniera decisiva a costruire la carriera dell’uomo destinato a guidare l’Argentina alla conquista della Coppa del Mondo.

Per decenni Jorge aveva assistito alle partite di Leo, vivendo le pressioni e le aspettative che accompagnavano ogni appuntamento con la nazionale.

Il rapporto tra Messi e l’Argentina non fu sempre semplice. Prima del trionfo mondiale arrivarono sconfitte dolorose, finali perdute e critiche molto dure. In quei momenti la famiglia rappresentò uno spazio di protezione.

Jorge fu presente anche quando Lionel annunciò temporaneamente l’addio alla nazionale nel 2016 e quando decise di tornare a indossare la maglia dell’Albiceleste.

L’immagine del padre che osserva il figlio da lontano, spesso lontano dalle telecamere, accompagna così l’intera storia del campione.

L’ultimo saluto e il silenzio di Lionel Messi

Nel giorno dei funerali di Jorge Messi, l’attenzione sarà inevitabilmente concentrata su Lionel. Eppure il momento appartiene prima di tutto alla famiglia.

Il riserbo scelto dai Messi merita di essere rispettato. L’assenza di dichiarazioni, immagini o messaggi immediati non deve essere interpretata come una mancanza di comunicazione. È il diritto di vivere un lutto senza doverlo trasformare in un evento pubblico.

Nelle prossime ore potrebbero arrivare ulteriori messaggi da società, calciatori e istituzioni sportive. È possibile anche che Lionel scelga di ricordare il padre attraverso i propri canali, ma ogni decisione dipenderà esclusivamente dai suoi tempi.

Ciò che appare già chiaro è l’impatto lasciato da Jorge nella vita del figlio. Prima dei contratti, delle trattative e delle controversie, c’è stata la scelta di un padre che decise di partire con un ragazzo di 13 anni per offrirgli una possibilità.

Quella decisione aprì la strada a una carriera entrata nella storia dello sport. Ma per Lionel Messi il significato di Jorge non può essere racchiuso nei trofei conquistati o nei numeri raggiunti.

Dietro il calciatore più celebrato c’era un rapporto costruito nei campi di Rosario, nelle difficili giornate iniziali a Barcellona, nei viaggi e nelle attese. Un rapporto proseguito attraverso ogni fase della carriera e ora interrotto dalla morte.

Lionel Messi è tornato in Argentina per l’ultimo saluto. Il calcio mondiale si ferma per qualche istante, mentre Rosario accompagna Jorge Messi nel suo ultimo viaggio.