27 Settembre 2022

Rivoluzione green: 15 milioni di posti di lavoro entro il 2050

Entro il 2050 l’Italia punta alle zero emissioni, questa nuova, futura transizione ecologica potrebbe portare 15 milioni di posti di lavoro in più.

La transizione verso un futuro a emissioni zero, se ben gestita, potrebbe portare a un aumento dei posti di lavoro: ben 15 milioni entro il 2050, un boom incredibile che potrebbe dare una nuova vita all’Italia che sembra essere costantemente in crisi. Questo è ciò che emerge dal nuovo report di McKinsey & Company dal titolo The net-zero transition: What it would cost, what it could bring che analizza la portata dei cambiamenti economici fondamentali per raggiungere il tanto agognato obiettivo delle zero emissioni nette e che considera 69 Paesi e i settori che producono l’85% delle emissioni totali.

«Una transizione ordinata non solo scongiurerebbe gli effetti più gravi del cambiamento climatico, ma porterebbe con sé considerevoli benefici – spiega Marco Piccitto, senior partner McKinsey e Director del McKinsey Global Institute -per esempio, risulterebbe non solo in minori costi dell’energia, ma anche in una più attenta conservazione del capitale naturale e in migliori condizioni di salute per la popolazione mondiale. E l’unità d’intenti e d’azione necessaria per questa transizione è di buon auspicio anche per risolvere altre problematiche di natura globale. Allo stesso tempo, i rischi a breve termine di una transizione mal gestita o, peggio, non gestita, non possono essere ignorati».

Tutto il mondo deve seguire la stessa rotta

Secondo gli scienziati, il 2050 è l’anno di non ritorno per il nostro mondo, il punto dopo cui non si potrà più fare marcia indietro, dopodiché il clima sarà irrimediabilmente danneggiato e con esso la Terra. Già prima di quell’anno si prevede che il polo nord sarà completamente privo di neve in estate.

Quindi raggiungere l’obiettivo preposto delle zero emissioni nette non è un capriccio, non è un’opzione, è una necessità e non manca tanto tempo prima che sia troppo tardi, ma per farlo è necessario l’impegno di tutto il mondo, di tutti i governi e di tutta la realtà lavorativa. Occorre un cambio di mentalità, un cambio totale del mondo di vivere l’economia e fare fronte comune usando l’ingegno.

Il Giappone si è già mosso

Il Giappone fa parte dei 130 paesi che hanno aderito alla carbon neutrality ed è quello che fin’ora ha mostrato più determinazione e sta rispettando la tabella di marcio verso la green economy nei tempi annunciati nel 2020 da Yoshihide Suga, l’allora primo ministro.

Il Giappone è sesto nelle emissioni di gas serra, dietro Cina, USA, UE, India e Russia, ma ha dalla sua un’altissima efficienza energetica e tecnologica che gli permette di ottimizzare il suo tessuto produttivo.

Il caso Koga

Nella provincia di Fukuoka, la più importante sull’isola di Kyushu, la principale isola del Giappone, è attualmente in atto un processo di sviluppo eolico e geotermico e in questo spicca il caso Koga, un comune con poco meno di 60 mila abitanti completamente immerso in questa rivoluzione.

Kazuki Tanabe, il sindaco di Koga, è riuscito a unire e dare una missione alla collettività e ha attirato quindi nuove e giovani risorse grazie all’apertura di centri polivalenti, un incubatore di startup ricavato in un vecchio onsen (le tipiche terme giapponesi) e lanciando un programma di agevolazioni all’insediamento per giovani e aziende. La città è riuscita anche ad attirare nuovi investimenti da parte delle grandi aziende unite dal comune progetto della sostenibilità e ciò ha reso la zona un polo di eccellenza nel riciclaggio, nell’uso delle energie rinnovabili e nell’eco sostenibilità della produzione.

Entro i prossimi 4 anni, racconta il sindaco, Koga avrà un nuovo centro cittadino basato sulla sostenibilità e questo renderà Koga una città smart con un alto impiego di tecnologie, mobilità verde e intelligenza artificiale

Koga sul modello italiano

Quello che rende così interessante questo racconta è che Koga si è ispirata al “modello italiano”,

«Da sempre ci avvicina all’Italia la passione per le sue bellezze e la sua cultura e ci ispiriamo al suo modello che rappresenta la capacità di tenere insieme la tradizione e l’abilità di essere sempre tra i primi al mondo in termini di innovazione» ha dichiarato il sindaco Kazuki Tanabe nel suo incontro con la Japan Italy Economic Federation (JIEF), organizzazione del sistema confindustriale che rappresenta i grandi gruppi industriali giapponesi con interessi in Italia.

Questo è quello che l’Italia è riuscita a mostrare di sé nel mondo, Koga guarda l’Italia e quello che vede è valorizzazione del territorio, la promozione delle nostre eccellenze, il rilancio del turismo locale e la creazione di valore per le aziende in tema sostenibilità.

Il sindaco ribadisce che «sempre maggiormente ci ispireremo alle esperienze delle realtà locali italiane, verso le quali guardiamo anche per lo sviluppo di canali di collaborazione istituzionale».