Anno III • Numero 245
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Salvini: «Rifinanziare ferrobonus e marebonus». Allarme sui cantieri e richiesta di un contributo alle banche

Matteo Salvini parla a una conferenza.

Dal Meeting di Rimini il ministro delle Infrastrutture rilancia gli incentivi per il trasporto sostenibile, critica Green Deal ed Ets e avverte: senza almeno 6 miliardi, diverse opere rischiano lo stop

Matteo Salvini ha evidenziato come il sostegno a queste iniziative sia cruciale per lo sviluppo di un trasporto più sostenibile.

Il rifinanziamento del ferrobonus e del marebonus dovrà entrare nel nuovo “pacchetto energia”. A sostenerlo è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha sottolineato l’importanza di queste misure durante il Meeting di Rimini.

«Una delle mie richieste sarà che nel pacchetto energia che abbiamo ottenuto ci sia il rifinanziamento sia del ferrobonus sia del marebonus», ha dichiarato il vicepremier. Le due misure sono destinate a sostenere il trasferimento del trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia e alle rotte marittime.

Salvini ha accompagnato la proposta con una dura critica al sistema europeo Ets per lo scambio delle quote di emissione e, più in generale, alle politiche ambientali dell’Unione europea. Il ministro ha definito l’Ets «una fesseria cosmica senza capo né coda», estendendo il giudizio all’intero Green Deal.

L’allarme sui cantieri

Dal Meeting di Rimini il ministro ha richiamato l’attenzione anche sulle conseguenze dell’aumento dei prezzi per le opere pubbliche.

«Tutte le opere rischiano di fermarsi», ha avvertito Salvini, indicando nei conflitti internazionali una delle cause dell’incremento dei costi. Gli aumenti, secondo il ministro, non riguardano soltanto i carburanti, ma anche materiali essenziali per la realizzazione delle infrastrutture, come acciaio, cemento e bitume.

Per evitare il blocco dei lavori, il vicepremier ha indicato la necessità di reperire almeno 6 miliardi di euro da destinare ai cantieri stradali. «Se non ci saranno queste risorse, rischiamo di fermare a settembre diversi cantieri», ha spiegato.

Manovra, contributo richiesto a banche ed energetici

Salvini è intervenuto inoltre sulle risorse necessarie per sostenere famiglie e imprese, chiedendo un contributo ai settori che negli ultimi anni hanno registrato utili rilevanti.

«Chi più ha, più dia», ha affermato il leader della Lega, definendo “doveroso” il coinvolgimento delle banche e delle società energetiche. Secondo Salvini, non sarebbero sufficienti alcuni milioni di euro, ma servirebbero diversi miliardi.

Il ministro ha precisato che le risorse non dovrebbero essere “estorte”, ma concordate attraverso un dialogo con le realtà economiche che hanno ottenuto maggiori guadagni in una fase difficile per molti cittadini. Citando i risultati del settore bancario, Salvini ha sostenuto che tra il 2022 e il 2025 le banche italiane avrebbero realizzato complessivamente 160 miliardi di euro di utili.

«Sono contento», ha osservato, «ma se una piccola parte di questi utili tornerà nelle tasche degli italiani sarò ancora più contento».

Il vicepremier ha escluso che la proposta possa provocare uno scontro nella maggioranza, in particolare con Forza Italia. Ha inoltre indicato tra le ipotesi da valutare uno scostamento di bilancio, definendolo uno strumento per utilizzare «i soldi degli italiani per aiutare gli italiani» nell’attesa della fine dei conflitti internazionali.

L’incontro con Attilio Fontana

Nel corso della giornata, al padiglione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvini ha incontrato anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

L’appuntamento, anticipato dallo stesso leader della Lega durante un punto stampa, si è svolto nell’ambito del Meeting di Rimini. I due esponenti del Carroccio sono apparsi sorridenti e vicini nelle fotografie diffuse a margine dell’incontro.