I dati dell’Istituto superiore di sanità aggiornati al 19 agosto. Oltre la metà delle infezioni confermate ha sviluppato una forma neuro-invasiva. La prevenzione dalle punture di zanzara rimane lo strumento principale
La circolazione del virus West Nile continua a interessare gran parte del territorio italiano. Dall’inizio della sorveglianza stagionale al 19 agosto 2026 sono stati confermati 312 casi di infezione nell’uomo e notificati 13 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato.
Il virus è stato rilevato in 60 province distribuite in 16 regioni. Il precedente aggiornamento riportava 226 infezioni confermate: in una settimana sono quindi emersi 86 casi aggiuntivi. Nonostante l’incremento, il numero complessivo rimane inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025. È quanto emerge dal bollettino dell’Istituto superiore di sanità.
Dei casi confermati, 156 hanno sviluppato una forma neuro-invasiva, mentre 115 sono stati classificati come febbre West Nile. Altre 40 infezioni asintomatiche sono state individuate attraverso i controlli effettuati sui donatori di sangue.
La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive è del 7,7%, inferiore al 13,9% rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato non deve però indurre ad abbassare l’attenzione, soprattutto nei confronti delle persone anziane, fragili o immunodepresse.
Come si trasmette il virus
La West Nile Disease è causata da un virus trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Culex, le comuni zanzare maggiormente attive dal tramonto all’alba.
Il virus non si trasmette attraverso il normale contatto tra persone. Il suo ciclo naturale coinvolge soprattutto zanzare e uccelli selvatici, mentre esseri umani e cavalli rappresentano ospiti occasionali.
Secondo il Ministero della Salute, la maggior parte delle infezioni non provoca sintomi. In una quota più limitata possono comparire febbre, mal di testa, nausea, dolori muscolari, sfoghi cutanei o ingrossamento dei linfonodi.
Le manifestazioni neurologiche gravi interessano mediamente meno dell’1% delle persone infette, circa un caso ogni 150, e possono comprendere encefalite, meningite, disorientamento, tremori, convulsioni o paralisi. Il rischio è maggiore negli anziani e nei pazienti con un sistema immunitario compromesso.
Nessun vaccino: la protezione parte dai comportamenti quotidiani
Al momento non esiste un vaccino contro il virus West Nile destinato all’uomo. La prevenzione consiste quindi nel ridurre le punture e limitare la proliferazione delle zanzare.
Le autorità sanitarie consigliano di:
- utilizzare repellenti cutanei seguendo le istruzioni riportate sulla confezione;
- indossare abiti chiari e coprenti, soprattutto nelle ore serali;
- installare zanzariere alle finestre;
- eliminare l’acqua stagnante da sottovasi, secchi, contenitori e giochi da giardino;
- cambiare frequentemente l’acqua nelle ciotole degli animali;
- mantenere puliti tombini e grondaie;
- utilizzare con attenzione diffusori elettrici o prodotti insetticidi negli ambienti interni.
La sorveglianza italiana integra i dati relativi agli esseri umani con quelli raccolti su animali e zanzare. Questo sistema consente di individuare precocemente la circolazione del virus e di attivare controlli aggiuntivi anche per la sicurezza di sangue, organi e tessuti destinati a trasfusioni e trapianti.
Quando rivolgersi al medico
Una febbre leggera o un malessere estivo non indicano necessariamente un’infezione da West Nile. È tuttavia opportuno contattare il medico in presenza di sintomi persistenti o importanti, soprattutto dopo numerose punture di zanzara e nelle aree in cui è stata segnalata la circolazione del virus.
Confusione, forte debolezza, tremori, rigidità del collo, convulsioni o alterazioni dello stato di coscienza richiedono invece una valutazione sanitaria urgente.
Il dato più importante resta quello indicato dall’ISS: il virus è ormai presente stabilmente in gran parte del Paese, ma semplici misure di protezione possono contribuire a ridurre sensibilmente il rischio individuale.