The Substance, il film (bellissimo) con Demi Moore che “sogna” di vincere l’Oscar

Una critica al mondo degli uomini e delle donne, una satira pungente sul mondo dello star system. Ecco perché The Substance è la vera sorpresa dell’award season

Nella stagione degli Oscar del 2025 ci sono tanti, forse anche troppi, film che meriterebbero il podio. Di fatti, l’annata che si è appena conclusa – cosa molto particolare – ha regalato diversi lungometraggi di buona fattura e ognuno di questi meriterebbe un premio. Fin da quando il 30 ottobre scorso è arrivato nelle sale, The Substance è stato uno di quei film che ha letteralmente diviso il pubblico tra detrattori e estimatori. In verità, non è una pellicola cinematografica che può piacere a tutti. È anticonvenzionale anche se ha dei temi molto attuali, ha un’estetica particolare e scivola spessissimo nell’horror e nel gore più puro e, proprio questo dettaglio, può essere divisivo. Eppure è un film merita di essere visto nella sua interezza dato che The Substance si getta in una critica pungente e sagace sul mondo dello spettacolo e sulla figura stessa della donna in un mondo machista e maschilista. Demi Moore, storica attrice degli anni ’90 e indimenticata per il ruolo ricoperto in Ghost, qui è l’indiscussa protagonista, capace di dominare la scena come poche donne riescono a fare, confermandosi un’attrice di valenza e che, più di tutte, meriterebbe l’Oscar.

The Substance e un Dottor Jekyll e Mr. Hyde al femminile

Non solo le intenzioni del film sono particolari ma lo è anche la trama stessa. Al centro della vicenda c’è Elisabeth Sparkle. Negli anni è stata una stella del cinema, oggi è in tv una diva che conduce un programma di aerobica. La sua stella, però, non brilla più come prima e la produzione vorrebbe sostituirla con una ragazza più giovane. Elisabeth non accetta la sconfitta e cerca di trovare una soluzione. La trova in un siero, che si chiama The Substance (da qui il titolo del film), che genera una versione più giovane e bella di se stessa. A settimane alterne, la ex attrice condivide il corpo, la mente e lo spirito con una ragazza giovane e belle che si trova, però, a rubare (letteralmente) la linfa vitale di Elizabeth. La situazione precipita quasi subito e Elisabeth si trova a combattere contro il suo stesso alter-ego, in scontro senza vinti né vincitori.

Un film disturbante sul potere effimero della bellezza

Nella sua interezza, The Substance è un film originale sia nei temi che nella messa in scena. Potrebbe essere un unicum nel panorama. Anche se la sua estetica – così preponderante – guarda alla filmografia del passato (sono tanti i richiami a Kubrik, per esempio), a convincere sono proprio le sue intenzioni finali. Con un tratto deciso e scene molto forti, The Substance si getta in una critica accesa al mondo dello star system che mangia e “sputa” senza pietà le sue stesse creature. La storia di Elisabeth Sparkle è inequivocabile ed è una parabola schiettissima della realtà che abbiamo intorno. Il film critica con asprezza la figura della donna, mercificata per la sua bellezza, e critica anche il machismo dell’uomo, dipinto come un essere volubile e senza spina dorsale. Al tempo stesso critica anche la donna, costretta a scendere a patti con i suoi ideali pur di camminare a testa alta in una realtà dominata ancora dal maschio alfa.

Demi Moore e il riscatto di un’attrice incompresa da Hollywood

Nel contesto delineato da The Substance, è Demi Moore che si fa portavoce di questa critica così pungente. Lei, che nel film è una vera dea tanto da brillare di luce propria, è stata più di tutte vittima dello star system maledetto di Hollywood. Da tempo lontana dalle scene e senza un film che la potesse rappresentare perché definita “attrice da pop corn”, qui ha trovato il suo riscatto tanto da mostrare il talento e spiegando al mondo tutti i meccanismi di un’industria che andrebbe ridefinita dalle sue stesse fondamenta. E l’attrice ha saputo raccontare non solo il disagio che una donna si trova a vivere alla sua età, ma anche il fatto di essere un’artista completa ma incompresa da tutti.  Come stanno messe le cose, Demi Moore meriterebbe di vincere quell’Oscar. Senza se e senza ma.