La fragile tregua in Medio Oriente sembra essere arrivata a un punto di rottura definitivo.
L’Iran ha annunciato la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, dichiarando che “l’accordo con gli Stati Uniti è lontano”.
Il blocco arriva in un momento critico: le navi cargo avevano appena ripreso a solcare le acque del corridoio marittimo in seguito alla tregua sul Libano.
La decisione di Teheran interrompe bruscamente il cauto ottimismo dei giorni scorsi. Hormuz è l’arteria vitale per circa un quinto del petrolio mondiale e la sua chiusura agisce come una morsa sull’economia globale.
Fonti iraniane indicano il fallimento dei negoziati indiretti con Washington.
Le compagnie di navigazione, che avevano appena riordinato le rotte attraverso lo stretto dopo i recenti cessate il fuoco, sono ora costrette a circumnavigare l’area o restare in attesa, facendo schizzare i costi assicurativi.
Dall’altra parte dell’Oceano, la reazione del Presidente Donald Trump è stata immediata e sferzante. Secondo quanto riportato da Axios, è stata convocata una riunione d’urgenza nella Situation Room per valutare le opzioni militari e diplomatiche.
“Senza una svolta immediata, la guerra riprende.” Questa la linea trapelata dalla Casa Bianca.
Trump ha inoltre rincarato la dose sulla fedeltà internazionale, con dichiarazioni che sembrano tracciare un solco profondo tra Washington e i suoi partner:
Trump ha definito lo Stato ebraico come il “vero alleato”, sottolineando una sintonia totale nella gestione della crisi.
Il Presidente ha lanciato una frecciata polemica contro “altri” partner internazionali, suggerendo che non tutti stiano fornendo lo stesso livello di impegno o lealtà agli interessi americani nella regione.
La situazione resta estremamente fluida. Mentre la comunità internazionale osserva con fiato sospeso gli sviluppi a Washington, il rischio di una ripresa delle ostilità su larga scala non è mai stato così alto.
La “tregua del Libano” appare ormai come un lontano ricordo, mentre lo scacchiere geopolitico si sposta nuovamente verso il confronto diretto.
