Negli ultimi anni i filler sono diventati sempre più accessibili, anche attraverso e-commerce, farmacie e parafarmacie. Ora però il Ministero della Salute interviene con una nuova circolare che impone controlli più rigorosi sulla vendita e vieta di fatto qualsiasi autosomministrazione. Ma che cosa cambia davvero? E perché questa stretta era necessaria?
Sull’argomento ci fa chiarezza la dottoressa Laura Mazzotta, medico estetico specialista in igiene e medicina preventiva e nutrizione clinica presso Poliambulatorio AEsthe Medica di Ferrara

Dottoressa Mazzotta partiamo dalla novità: che cosa dice questa nuova circolare del Ministero?
Il Ministero chiarisce che i filler iniettabili sono dispositivi medici e che devono essere utilizzati esclusivamente da professionisti sanitari qualificati. Questo significa che non possono essere considerati semplici prodotti estetici acquistabili liberamente.
Qual è il punto centrale del provvedimento?
Il punto fondamentale è che i filler “presuppongono un atto medico” e non sono destinati all’autosomministrazione. È una frase molto forte contenuta nella nota ministeriale e ribadisce che dietro un filler c’è una procedura sanitaria vera e propria.
Quindi non sarà più possibile acquistarli liberamente online?
La circolare richiama direttamente anche il commercio elettronico. Farmacie, parafarmacie ed e-commerce avranno l’obbligo di verificare che chi acquista sia un professionista sanitario abilitato. Non basta più vendere il prodotto: il venditore deve controllare che venga acquistato da chi ha titolo per utilizzarlo.
Perché il Ministero ha deciso di intervenire proprio ora?
Perché erano arrivate segnalazioni sulla commercializzazione incontrollata dei filler, anche online. Negli ultimi anni si è assistito a un aumento di acquisti fai-da-te e di trattamenti eseguiti da persone senza competenze mediche, con rischi molto seri per la salute pubblica.
Quali sono i rischi dell’autosomministrazione?
Molti sottovalutano il fatto che un filler è un’iniezione in aree anatomiche delicate del volto o del corpo. Un utilizzo scorretto può provocare infezioni, necrosi, occlusioni vascolari e, nei casi più gravi, danni permanenti. Non è un trattamento banale o assimilabile a un cosmetico.
La circolare richiama anche normative europee?
Sì. Il Ministero fa riferimento al Regolamento europeo 2017/745 sui dispositivi medici. In pratica ribadisce che questi prodotti devono essere distribuiti e utilizzati rispettando esattamente la destinazione d’uso prevista dal produttore, che indica come utilizzatori esclusivamente professionisti qualificati.
Che responsabilità avranno adesso farmacie e parafarmacie?
Una responsabilità molto più chiara. Dovranno verificare le qualifiche professionali dell’acquirente e assicurarsi che il prodotto non finisca a persone prive di abilitazione. Il Ministero richiama esplicitamente i distributori al rispetto di questi controlli.
Questa circolare può davvero cambiare il settore della medicina estetica?
Può essere un passaggio importante soprattutto sul piano della sicurezza e della cultura sanitaria. Il messaggio è chiaro: i filler non sono gadget beauty o prodotti da tutorial social, ma atti medici che richiedono competenze, diagnosi, conoscenza anatomica e gestione delle eventuali complicanze.
In definitiva dottoressa Mazzotta, qual è il messaggio più importante per i pazienti?
Che affidarsi a professionisti qualificati non è un dettaglio burocratico, ma una tutela per la propria salute. La medicina estetica sicura passa dalla competenza medica, dalla tracciabilità dei prodotti e da trattamenti eseguiti in contesti adeguati.














