Perdere peso e dimagrire sono tra i motivi principali per cui una persona inizia una dieta o un programma di attività fisica.
Diversi studi scientifici inoltre confermano quanto sia importante per tutelare la longevità mantenere un peso stabile sin da giovani. Sul legame tra obesità e longevità facciamo chiarezza con il Dottor Massimo Spattini, medico chirurgo, specialista in Medicina dello Sport e in scienze dell’Alimentazione e Dietetica. È anche autore del libro “Le 3 chiavi della longevità. Magri-Forti-Felici” Edizioni Lswr.
Dottor Spattini, come mai quando si decide di iniziare una dieta il benessere e la salute sono spesso aspetti secondari e non così motivanti?
In parte per ignoranza e in parte perché, in genere, della salute ci si preoccupa quando la si perde, e raramente in un’ottica preventiva. E però un dato di fatto che il sovrappeso non rappresenta solo un problema estetico ma anche un problema di salute strettamente correlato all’invecchiamento.
Qual è il rapporto tra aumento di grasso corporeo e invecchiamento?
Credo che sia conoscenza comune che, col passare degli anni, diventa più facile ingrassare e più difficile dimagrire; questo e in parte dovuto a cambiamenti di stili di vita e a modifiche metaboliche e ormonali che avvengono col passare degli anni, ma che sono in buona parte contrastabili.
Esiste un rapporto bidirezionale tra l’aumento del grasso corporeo e l’invecchiamento, cioè l’uno accelera l’altro e viceversa. Inoltre, esiste una relazione diretta tra eccesso di grasso corporeo e longevità. Nel complesso si stima che l’obesità quadruplichi il tasso di mortalità cardiovascolare e raddoppi il tasso di mortalità per tumore.
Nelle persone gravemente obese il tasso di mortalità complessivo aumenta da 6 a 12 volte. Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche.
Questo è un problema che riguarda solo gli adulti o meno?
Questo problema non è limitato solo agli adulti ma riguarda in maniera grave bambini e adolescenti (in Italia siamo tra i primi posti per obesità infantile), esposti fin da tenera età a difficolta respiratorie, problemi articolari, mobilita ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico.
Inoltre, chi e obeso in età infantile lo è spesso anche da adulto, aumentando quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto) e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia.
Qual è il segreto per mantenere stabile il peso nel tempo?
Uno studio multi-istituzionale, pubblicato da poco, che ha analizzato i dati di oltre 54.400 donne in post-menopausa per determinare la probabilità di raggiungere l’età di 90, 95 o 100 anni (quella che viene definita longevità eccezionale), ha scoperto che coloro che mantenevano un peso corporeo stabile dopo i 60 anni avevano maggiori probabilità (da 1,2 a 2 volte) di raggiungere i 90-100 anni.
Il segreto è proprio a mantenere stabile il peso, dato che un dimagrimento involontario risulta associato a una diminuzione della probabilità (51% in meno) di raggiungere i 90 anni, mentre un aumento ponderale del 5% e oltre non contribuirebbe alla longevità eccezionale”.
Come strutturare una dieta per dimagrire?
Nonostante oggi ci sia una tendenza predominante a non considerare le calorie ma a dare piuttosto maggiore importanza all’effetto metabolico dei cibi, e pur condividendo in parte questo punto di vista, in realtà ritengo che le calorie siano comunque importanti perché qualsiasi macronutriente assunto in eccesso calorico può alla fine trasformarsi in tessuto adiposo. Senza dubbio, una dieta con un contenuto maggiore di proteine e un minore apporto di carboidrati avrà un impatto diverso sulla composizione corporea rispetto a una dieta più alta in carboidrati e più bassa in proteine, a parità di calorie. Tuttavia, anche un eventuale eccesso calorico sotto forma di proteine si tradurrà inevitabilmente in un aumento di grasso corporeo.
