La fragile tregua nella Striscia di Gaza è stata scossa da un attacco aereo israeliano che ha colpito la città settentrionale di Beit Lahia, causando almeno nove vittime, tra cui tre giornalisti.
Hamas ha definito l’operazione una “palese violazione” dell’accordo di cessate il fuoco, in vigore da gennaio e mediato da Egitto, Qatar e Stati Uniti.
Secondo il ministero della Salute di Gaza, l’attacco ha preso di mira un gruppo di operatori umanitari e giornalisti impegnati in attività di soccorso. Tra le vittime, il fotografo Mahmoud Isleem, noto per il suo lavoro con l’agenzia Anadolu.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito “terroristi” che stavano operando un drone considerato una minaccia per le truppe israeliane nella zona.
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha condannato l’attacco definendolo un “massacro orribile” e un atto che dimostra il “disprezzo di Israele per le leggi internazionali”. Hamas ha chiesto ai mediatori internazionali di intervenire per garantire il rispetto della tregua e prevenire ulteriori escalation.
L’attacco arriva in un momento di alta tensione, con il blocco israeliano che continua a limitare l’accesso agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Le organizzazioni internazionali hanno espresso preoccupazione per l’aggravarsi della crisi umanitaria, con tassi di malnutrizione infantile in aumento e una popolazione sempre più vulnerabile.
Mentre la comunità internazionale osserva con apprensione, l’attacco a Beit Lahia rischia di compromettere ulteriormente gli sforzi per una pace duratura nella regione. La fragile tregua, già messa alla prova, potrebbe cedere sotto il peso di queste nuove tensioni.

