Il primo ministro britannico Keir Starmer ha convocato un summit virtuale con 25 leader mondiali per discutere la sicurezza in Ucraina e la possibilità di una coalizione internazionale pronta a garantire un eventuale cessate il fuoco. Tra i partecipanti, anche il presidente francese Emmanuel Macron, il premier italiano Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Tuttavia, Meloni ha chiarito la posizione dell’Italia: “No all’invio di truppe in eventuali missioni a Kiev.”
Starmer ha descritto l’incontro come un passo cruciale per rafforzare la sicurezza dell’Ucraina e mantenere la pressione su Mosca. “Putin dovrà prima o poi sedersi al tavolo delle trattative,” ha dichiarato il premier britannico, sottolineando che la coalizione dei “volenterosi” è pronta a sostenere l’Ucraina con mezzi militari e logistici per garantire la pace. Il summit ha visto un aumento del numero di partecipanti rispetto a incontri precedenti, segno di una crescente determinazione internazionale.
Durante il collegamento, Giorgia Meloni ha ribadito che l’Italia non parteciperà con truppe a missioni sul terreno in Ucraina. “Non è prevista alcuna partecipazione nazionale a una forza militare potenziale,” ha affermato il premier italiano, sottolineando invece l’impegno dell’Italia a lavorare con i partner europei e gli Stati Uniti per definire garanzie di sicurezza credibili ed efficaci per Kiev. Meloni ha inoltre proposto di applicare l’articolo 5 della NATO all’Ucraina senza includerla formalmente nell’Alleanza.
Il summit ha evidenziato l’importanza di un fronte internazionale unito per affrontare la crisi ucraina. Mentre alcuni Paesi, come il Regno Unito e la Francia, si sono detti pronti a inviare contingenti militari per garantire la sicurezza post-ceasefire, altri, come l’Italia, preferiscono concentrarsi su soluzioni diplomatiche e garanzie di lungo termine.
La riunione guidata da Starmer rappresenta un momento chiave nella gestione della crisi ucraina. Mentre le posizioni dei vari leader riflettono approcci diversi, l’obiettivo comune rimane quello di garantire una pace duratura e la sovranità dell’Ucraina. La comunità internazionale osserva con attenzione, consapevole che le decisioni prese oggi avranno un impatto significativo sul futuro della regione.

