Una bambina di 11 anni a Bologna finisce nella bufera per aver preso in prestito il fumetto di Heartstopper (pubblicato in Italia da Mondadori). La madre lo definisce “poco adatto” e si scaglia contro la biblioteca e la scuola stessa. La politica di destra ne fa un caso sull’indottrinamento gender tra i più giovani, senza capire che viviamo ancora (e si spera) in un Paese libero dove non esiste più la censura.
Il caso è scoppiato durante il week-end appena trascorso e ha fatto molto “rumore” dato che è stato riportato da tanti e diversi giornali nazionali, ognuno con la sua rilettura. Tutto è avvenuto a Bologna in una biblioteca della città dove una ragazzina di 11 anni ha preso in prestito uno dei fumetti di Heartstopper. Pubblicati qui in Italia da Mondadori e diventati anche una serie di Netflix molto apprezzata dal pubblico – attualmente sono in fase di produzione gli episodi della stagione 4 -, la storia mette in scena un percorso di crescita e di accettazione della propria sessualità di due giovani ragazzi in una realtà moderna e contemporanea. Un racconto edulcorato ma di rara bellezza e profondità, che ha convinto proprio per la sua dolce spontaneità. Il caso scoppia nel momento in cui la madre della ragazzina, fin troppo zelante, pare che si sia scagliata contro la biblioteca di Bologna e lo stesso istituto scolastico perché, a suo dire, avrebbe permesso alla figlia di leggere un libro “troppo gay” e non adatto al suo target senza sapere che Heartstopper è stato costruito proprio per i ragazzi della sua età. La biblioteca respinge le accuse al mittente, affermando che la cultura è libera e che viviamo in un Paese in cui la censura non esiste più. La destra (scellerata) che abbiamo al governo ha fatto di questo caso un boomerang politico, parlando ancora di politica gender e di indottrinamento, rincorrendo una chimera che non esiste e che mai esisterà. Ecco perché, oggi, libri o serie come Heartsopper sono importanti non solo per i più piccoli ma anche per i più grandi.
Nick e Charlie, una storia che insegna il significato della parola amore
Chi ha avuto modo di leggere il fumetto o di dare uno sguardo alla serie di Netflix si sarà reso conto che Heartstopper è qualcosa di unico nel panorama mediale di oggi. Parla di qualcosa di vero, di attuale, di veramente importante e lo fa con una tale dolcezza che è impossibile non restare imbrigliati nelle vicende di Nick e Charlie e dei loro amici. Sì, perché al centro del racconto non c’è niente di scabroso e non si parla di un fantomatico indottrinamento. Anzi, Heartstopper parla proprio delle difficoltà di accettarsi, di conoscere se stessi e di trovare un posto in mondo che è poco incline a porgere l’altra guancia. E lo fa attraverso un love story schietta e sincera che è avulsa da tutti i clichè del genere. In questo particolare, Heatstopper ha trovato il modo di raccontare il mondo di oggi e di rivolgersi sia agli adulti che ai più giovani, trovando le parole giuste per mostrare quanto può essere bello l’amore e quanto può essere forte per affrontare le insidie della vita.
L’utopia di Heartstopper
Di sicuro è una serie molto edulcorata, a volte fin troppo fanciullesca, che delinea un contesto che non è poi così aderente alla realtà ma grazie alla sospensione di incredulità si regala al pubblico un’immagine utopistica del mondo in cui viviamo, come faro di speranza verso l’odio e l’indifferenza. Perché è questa la grande lezione di Heartstopper: insegnare a non guardare gli altri con indifferenza e a comprendere quanto sia importante vivere la vita. Un insegnamento che è giusto ricordare, sia a chi è adulto e che rimasto vittima di una vita per nulla facile ma anche e soprattutto per chi si affaccia a quella vita, ed è giusto che possa comprendere tutte le sue sfumature. Pure quella più particolari.
La politica e la sua paura verso il “diverso”
Alla luce di tutto questo, fa sorridere il caso mediatico che è montato attorno alla vicenda. Oltre al fatto che la politica avrebbe di meglio a cui pensare dato che, in questo momento, con il pericolo di Trump che minaccia l’Europa, la guerra ai dazi e il riarmo da parte della maggior parte delle potenze europee non sarebbe il caso di parlare (ancora una volta) di problemi che non esistono. Purtroppo viviamo in un paese che, sotto il profilo sociale, è stato male indottrinato ed è stato sempre costretto a difendersi dal diverso e quindi, di genitori impauriti per un bacio innocente tra due uomini, ce ne sono anche troppi. Purtroppo, la politica di oggi tende molto a dividere invece che a unire e non riesce a cogliere che i ragazzini degli anni 2000 sono più aperti nel conoscere il mondo che hanno intorno, e sono molto meno bigotti di chi vive nella preistoria. In questo caso non c’è nessun indottrinamento ma c’è solo la libertà di scelta e di leggere una storia dai temi attuali.


