The Last of Us, la serie “pandemica” con Pedro Pascal che racconta di un mondo senza leggi né regole

Dal 14 aprile in America e in Italia in contemporanea su Sky e Now debutta la seconda stagione di The Last of Us. Liberamente ispirata all’omonimo videogioco del 2013, la serie tv mette in scena la fotografia di un mondo senza regole in cui vige solo la legge del più forte, in una storia che miscela azione e sentimenti umani. Ecco perché merita di essere vista.

Non è la prima serie post-apocalittica che appare in tv. Nel corso del tempo, The Walking Dead, See (di Apple T) o The 100 (che trovate su Netflix) hanno già cercato di raccontare il nostro mondo dilaniato da una pandemia che ha distrutto tutto, non solo la civiltà, ma anche l’assetto politico e istituzionale. In poche, però, sono riuscite a bucare lo schermo. Tra queste è impossibile non menzionare The Last of Us. Una scommessa vinta per la serie della HBO. In onda in America per la prima volto dal gennaio del 2023, la prima stagione (composta solo da 9 episodi) è stata una vera e propria ventata di aria fresca per le serie tv sul genere. E la scommessa è stata vinta anche dalla seconda stagione – o almeno dal primo episodio che abbiamo visto in anteprima – che arriva in Italia dal 14 aprile in contemporanea con gli Usa su Sky e in streaming su Now. Una serie che è molto usuale se la si guarda dal punto di vista narratologico. Ha uno sviluppo lineare ma riesce a condurre per mano il pubblico dentro una vicenda tesa, straziante e commovente. Caratteristiche che, alla fine, hanno dato agio a The Last of Us di imporsi in un panorama sterile e con poche novità esaltanti. Pedro Pascal è l’iconico protagonista, affiancato dalla giovane e promettente Bella Ramsey. Entrambi sono in cerca di salvezza in un mondo che è stato sconvolto da una mortale pandemia. Ma qual è il segreto del suo successo? The Las of Us si spoglia di tutti i meccanismi di una serie post-apocalittica e mostra ciò che potremmo diventare se abbracciamo l’idea di vivere senza una (vera) democrazia.

The Last of Us: di cosa parla la serie tv (occhio agli spoiler)

Prima di tutto c’è da fare un preambolo. Questa non è una serie che racconta di una pandemia ma mette in scena le sue conseguenze. Il primo episodio inizia nel 2003 quando si intravedono i primi pargoli di un virus mortale che trasforma gli umani in esseri senza vita assetati di sangue. Tutto il “merito” è del Cordyceps, un fungo che ha fatto il salto della specie. L’azione poi si sposta dieci anni dopo e si mostra come il fungo e l’infezione hanno spazzato via tutto, non solo la vita ma anche qualsiasi scampolo di democrazia. In ogni dittatura c’è comunque una resistenza e Joel, suo malgrado, viene coinvolto in una missione impossibile: attraversare gli Stati Uniti e portare Ellie in un luogo sicuro. La ragazza pare che sia l’unica immune al virus e potrebbe essere la chiave di volta per fermare l’infezione. Joel, però, intuisce che anche la Luce ha degli obbiettivi poco nobili nei riguardi di Ellie e così fugge. Nel primo episodio della seconda stagione, Joel (Pedro Pascal) ed Ellie (Bella Ramsey) saranno trascinati in un conflitto fra di loro e contro un mondo persino più pericoloso e imprevedibile di quello che si erano lasciati alle spalle. Nuove forze e nuove sfide spingono i due fuggiaschi a compiere scelte impossibili pur di salvare lo stessi. Ma come potrebbe reagire Ellie di fronte alle bugie di Joel?

Da un videogioco alla tv: la pandemia per raccontare un futuro senza regole

Prodotto originale ma che trae spunto dall’omonimo videogioco del 2013 sviluppato da Naughty Dog. La serie ne conserva l’estetica ma amplia lo spettro di indagine e sfrutta la tematica pandemica e il “survival game” per approfondire la psicologia dei protagonisti. Ciò che ne esce fuori è un ritratto amarissimo di un mondo che è dilaniato dal suo interno e che non riesce a trovare una via di fuga dal suo dolore. Non c’è più legge (tranne quella della Fedra) e i sopravvissuti sono radunati in un manipolo di gruppi che razziano ciò che rimane dei viveri e che si impongono come nuovi “signori” su una terra in tumulto. Nonostante gli ideali di pace e di libertà di cui la serie è pervasa, The Last of Us insegna quanto sia fragile l’essere umano di fronte alla forza della natura e di quanto sia impossibile – a causa della sua natura – reprimere quel sentimento di prevaricazione che tutto domina e tutto distrugge. La serie insegna il significato stesso di fragilità, di paura e terrore per l’ignoto, declinato in un racconto lento ma riflessivo che miscela i momenti di azioni e a quelli più intimistici.

Pedro Pascal, un eroe individualista

In questo marasma spunta Joel, interpretato da un convincente Pedro Pascal. Il suo personaggio brilla – insieme a quello di Ellie – per intelligenza e scaltrezza. Anche se provato dall’età e dalla pandemia, Joel lotta con tutto se stesso per raggiungere i suoi scopi e, attraverso il viaggio intrapreso, spera di poter espirare le colpe per non aver salvato la figlia durante le fasi più accese dell’infezione. Un personaggio non esente da difetti ma funzionale per lo sviluppo della storia.