La laurea riduce il gender gap sul lavoro: occupate il 79,3% delle donne con titolo universitario



La laurea si conferma un potente strumento di emancipazione femminile e di riduzione del divario di genere nel mondo del lavoro.

Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, nel 2023 il tasso di occupazione tra le donne laureate ha raggiunto il 79,3% nell’Unione Europea,

segnando una netta differenza rispetto a chi possiede un titolo di studio inferiore.

Il divario appare particolarmente evidente in Italia, dove lavora solo il 36,6% delle donne con al massimo la licenza di scuola media. Una forbice che sottolinea il ruolo cruciale dell’istruzione universitaria nel migliorare le opportunità lavorative e nel contrastare le disuguaglianze di genere nel mercato occupazionale.

I dati Eurostat evidenziano come il livello di istruzione sia strettamente correlato alla partecipazione femminile al lavoro. In media, tra le donne europee con un titolo di studio basso, il tasso di occupazione si ferma al 48,7%, quasi 31 punti in meno rispetto alle laureate. In Italia, il divario è ancora più marcato, a causa di fattori culturali, strutturali e di accesso ai servizi come gli asili nido, che spesso condizionano la permanenza delle donne nel mercato del lavoro.

L’istruzione superiore non solo aumenta le probabilità di trovare un’occupazione stabile e ben retribuita, ma contribuisce anche ad abbattere stereotipi e barriere che ancora oggi limitano le carriere femminili in molti settori, in particolare quelli tecnico-scientifici.

I dati confermano l’urgenza di politiche attive per favorire l’accesso delle ragazze all’università, sostenere la conciliazione vita-lavoro e incentivare le imprese a colmare il gap di genere. Solo così l’istruzione potrà diventare un reale motore di equità e sviluppo sostenibile.