“La conquista di piacersi”, il nuovo libro della Dottoressa Laura Mazzotta

Leggere unisce, allarga gli orizzonti, ci fa scoprire mondi inimmaginabili e ci predispone a superare confini geografici e mentali, verso la libertà di pensiero e di opinione.

Che cosa si celebra nella Giornata del Libro

Il 23 Aprile è la Giornata Mondiale del libro. A partire dal 1996 viene organizzata una giornata di sensibilizzazione alla lettura, con numerose manifestazioni in tutto il mondo. La Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore, nota anche come Giornata del libro e delle Rose è un evento organizzato dall’UNESCO per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.
 
 
Come festeggiare la giornata Mondiale del libro,  se non parlando di letture e di  libri?
Ne abbiamo parlato con la dottoressa Laura Mazzotta, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Nutrizione Clinica e Medicina Estetica, Direttore Sanitario del Poliambulatorio  AestheMedica di Ferrara, autrice del volume “La conquista di piacersi” che il 18 Maggio verrà presentato al Salone del Libro di Torino e di cui ci parla in anteprima.

Un messaggio emblematico

Dottoressa Mazzotta partiamo dal titolo”La conquista di piacersi”? Perché questa scelta?

“La conquista di piacersi” è il racconto o la guida di un viaggio verso l’autenticità, l’accettazione di sé e la valorizzazione personale. È un titolo che parla alle donne (e non solo), invitando a riflettere su quanto sia importante – e possibile – imparare a piacersi, con il proprio corpo, la propria età, la propria storia. E farlo non per compiacere gli altri, ma per vivere meglio con sé stesse.
Come arrivare a piacersi, anche con un piccolo aiuto della medicina estetica, è un viaggio che deve essere intrapreso per l’amore verso se stessi, con armonia, intelligenza ed autoconsapevolezza, senza mai soggiacere a mode o omologazioni, ma solo per raggiungere il benessere personale.br/em>p> brp>La parola conquista evoca un percorso, spesso lungo e impegnativo, che implica fatica, determinazione e cambiamento. Non si tratta di qualcosa che si ottiene con facilità, ma piuttosto di un traguardo che va raggiunto, talvolta superando ostacoli esterni (giudizi, stereotipi) o interni (insicurezze, autocritiche). La conquista, quindi, è attiva, voluta e consapevole.
Piacersi non vuol dire solo “essere belli”, ma riconoscersi, accettarsi, valorizzarsi. Significa guardarsi allo specchio – esteriore e interiore – e provare un senso di armonia, soddisfazione e amore per sé stessi. Piacersi vuol dire sentirsi bene nel proprio corpo e nella propria pelle, ma anche nel proprio ruolo, nella propria identità.

Per chi ha scritto il libro?

Per tutti, giovani e meno giovani che si trovano in una fase della vita di cambiamenti o insicurezze, per chi è solo incuriosito dalla medicina estetica, per chi vuole abbattere i preconcetti o semplicemente per chi vuole avere un punto di vista da un professionista della medicina estetica che ha dedicato la propria vita a questa professione.
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Quali i messaggi emblematici che il volume vuole trasmettere al pubblico?

La ricerca del benessere, attraverso o meno interventi di medicina estetica deve assolutamente essere personale e ben ponderata, naturale, priva di eccessi e scevra da condizionamenti, con un’ attenta cura dei professionisti cui rivolgersi, in un mondo in cui attualmente l’offerta di questa branca medica è arrivata ai massimi storici.

Perché scrivere un libro


Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Un modo per condividere il mio amore incondizionato per la mia professione, le riflessioni e l’esperienza acquisita in quasi 30 anni di carriera, la ricerca della armonia interna ed esterna per aiutare le persone a sentire prima di tutto l’amore per sé stessi.
 
E come medico estetico, perché scrivere?

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente offerta di trattamenti medici estetici, più o meno aggressivi. A volte non sono completamente etici. Ho sentito il bisogno di mettere qualche paletto. Occorre ricordare che si tratta di una branca della medicina e quindi soggetta alle giuste regole sanitarie e di deontologia professionale. Il libro ha la prefazione di Susanna Messaggio Psicopedagogista ed imprenditrice nel mondo della comunicazione, di Elisa Stefanati Psicoterapeuta e giornalista e di Laura Ramaciotti Rettrice dell’Ateneo Estense.
 
Quale libro ha amato profondamente e di cui avrebbe volute essere lei l’autrice?

Ho amato e riletto molte volte “La scimmia nuda” di Desmond Morris, descrive e spiega la specie umana con i suoi comportamenti attraverso lo sguardo di un etologo. In fondo siamo animali solo con qualche capacità in più… Non bisogna mai dimenticare o negare quanto di ancestrale e innato ci sia nella natura umana, con comportamenti e reazioni che derivano dal nostro essere una “scimmia senza peli…nuda…”