L’impermanenza non è perdita ma trasformazione. Intervista a Ftima Chisté

Abbiamo bisogno di letture che ci infondono speranza e un senso di rinascita e ci aiuta a scuoterci nel profondo.

Leggere “Ogni cosa è adesso”(Rizzoli) di Ftima Chistè si è rivelata una bellissima esperienza perché tramite il vissuto della protagonista Iris è facile rintracciare parti del proprio essere.

Questo libro ci induce a riflettere su tante tematiche esistenziali per farci acquisire inedite consapevolezze sulla fine di un amore e sull’amore e la cura verso sé stessi. Un romanzo che consiglio vivamente di leggere perché la scrittura della Chisté così lineare e al tempo steso profonda ed intimistica è balsamo per l’anima.

Parla di emozioni contrastanti, di dolore ma anche di gioia di vivere e voglia di ricominciare a scrivere con coraggio l’inizio di una nuova storia in cui scoprirsi i diretti protagonisti in coerenza coi propri desideri, sogni ed ideali più autentici.

Del suo romanzo, di rinascita, di amore per sé stesi, conversiamo con Ftima Chisté in questa intervista che ci ha rilasciato.

Ftima, partiamo dall’origine, com’è nata l’idea di scrivere questa storia che parla di una rinascita dopo la fine di un amore?

È nata da un bisogno autentico di raccontare una fase della vita che spesso viviamo in silenzio: quella che arriva dopo una fine. Quando una relazione importante termina, non si perde solo laltro, ma anche una parte di sé.

Con Ogni cosa è adesso volevo dare voce a quel momento sospeso, fatto di vuoti, ma anche di nuove possibilità. Una storia che parla di rinascita, sì, ma anche di consapevolezza, di identità, di riscoperta.

Sono temi che sento profondamente miei e che ogni giorno condivido con la mia community: donne che stanno cercando di ritrovarsi, che stanno imparando a scegliersi, anche quando fa paura. Volevo che leggendo questo romanzo si sentissero meno sole. Che potessero ritrovarsi tra le righe e dirsi: Ecco, anche io mi sono sentita così. Anche io sto ricominciando da me.”

Per te che cosa significa rinascere?

Rinascere significa avere il coraggio di guardare in faccia il proprio dolore, attraversarlo, e decidere di ricominciare anche quando non sai ancora dove stai andando. È tornare a scegliersi ogni giorno, anche quando sembra più facile arrendersi.

 È davvero difficile come succede ad Iris, la protagonista del tuo libro riconoscere il punto di rottura di una storia, il momento esatto in cui tutto sta cambiando?

Sì, perchéé spesso ci si aggrappa allidea di come erano le cose, a un “noi” che forse non esiste più. Il momento della rottura non è sempre un evento, a volte è una somma di piccole crepe. È un silenzio troppo lungo, uno sguardo sfuggente. E ammetterlo a sé stessi è il gesto più onesto, ma anche più doloroso.

Iris dovrà accettare il concetto di impermanenza che mi ha tanto colpita e che appartiene alla filosofia orientale. Ce lo potresti spiegare e perchéé secondo te si fa fatica ad accettarlo?

Limpermanenza ci ricorda che tutto cambia, che nulla resta uguale, e che anche ciò che amiamo può trasformarsi o finire. In Ogni cosa è adesso, Iris lo scopre attraversando la fine dellamore e ritrovandosi, un pezzo alla volta, in un viaggio che la cambia profondamente.

Accettarla è difficile perchéé vorremmo che ciò che ci fa stare bene durasse per sempre. Ma è proprio nel lasciare andare che si fa spazio per qualcosa di nuovo.

Limpermanenza non è perdita, è trasformazione. E imparare a viverla è un atto di libertà. Un messaggio che spero arrivi forte a chi mi legge: puoi rifiorire, anche dopo una fine.

Per poter ripartire da sé stessa, Iris decide di intraprendere il viaggio in Giappone che aveva rimandato da tanto tempo ormai. Quanto e in che misura un viaggio può aiutarci a conoscere meglio sé stessi e a focalizzarci su ciò che sfugge nel quotidiano?

Un viaggio, se vissuto con consapevolezza, è un ritorno a sé. Uscire dal proprio contesto, dai ruoli, dai ritmi abituali, ti mette davanti a chi sei davvero. In Giappone, Iris trova domande più che risposte, ma anche la libertà di riscriversi. A volte per ritrovarsi, bisogna perdersi un po.

Per amare davvero un’altra persona è vero che bisogna imparare ad amare sé stessi?

Assolutamente sì. Altrimenti si ama per bisogno, per riempire un vuoto, per sentirsi interi. Quando impari ad amarti, inizi ad amare laltro non per ciò che ti manca, ma per ciò che aggiunge. E questo cambia tutto.

Iris nel suo percorso di crescita personale e rinnovamento dopo la fine della storia con Elia, sarà supportata dalle sue amiche di sempre.
Quanto è importante l’amicizia nei momenti di cambiamento e che ruolo ha nella tua esistenza?

Lamicizia vera è casa. È quella voce che ti ricorda chi sei quando lhai dimenticato. Nei momenti di cambiamento è ancora più importante: ti aiuta a rimanere ancorata a ciò che conta, a sentirti vista. Le amiche di Iris sono lo specchio delle mie: presenti, imperfette, ma autentiche.

 Quanto di Ftima Chistè possiamo rintracciare in questo romanzo?

C’è molto di me, ma non è un libro autobiografico. Iris è attraversata dalle mie stesse domande, dagli stessi vuoti e dalla stessa voglia di rinascere che ho sperimentato anch’io. In ogni pagina ci sono emozioni che ho vissuto, pensieri che ho avuto paura di dire ad alta voce, ma che alla fine ho deciso di scrivere.

Ho messo dentro il mio modo di amare, la mia fragilità, il mio desiderio di trovare un senso anche nella fine. Ho scritto questo libro pensando anche a chi mi legge ogni giorno e si sente tante cose, molte di queste invisibili”. Volevo che chi lo aprisse si sentisse capita, non sola.

In fondo, scrivo per ricordarmi – e ricordare – che anche ciò che fa male può diventare bellezza.

C’è un personaggio al quale sei particolarmente legata e perchéé?

Sì, sono molto legata a Marta. Perché è quel tipo di amica che non ha bisogno di grandi discorsi per esserci. È diretta, sincera, a volte anche scomoda, ma profondamente leale.

Rappresenta lamicizia che ti tiene ancorata quando ti stai perdendo. Quella che ti conosce anche nei momenti in cui tu non sai più chi sei. Marta non consola, scuote. Ma lo fa con amore. E proprio per questo è una figura fondamentale nel percorso di Iris.

Mi sono ispirata a quelle amicizie rare e preziose che restano, anche quando tutto il resto cambia. Quelle che non hanno bisogno di parole per farti sentire a casa. È molto simile alla mia migliore amica.

Sui social parli di crescita personale e relazioni umane…Un consiglio che daresti ad una donna che sta affrontando un percorso di
autoguarigione dopo la fine di un amore, come quello affrontato da Iris…

Non avere fretta di stare meglio. Concediti il tempo del caos, della fragilità, dei giorni no. Ma ricorda che ogni fine è anche un inizio. E che tu non sei ciò che hai perso, ma ciò che scegli di costruire con quello che resta.