Durante i funerali di Papa Francesco, il cardinale Giovanni Battista Re ha ricordato con forza il messaggio di pace del Pontefice, sottolineando il suo impegno contro “gli orrori della guerra”.
La folla riunita in piazza San Pietro e nella basilica di Santa Maria Maggiore ha accolto con prolungati applausi i passaggi dedicati alla difesa dei migranti, degli ultimi e alla necessità di “costruire ponti, non muri”.
Un messaggio che unisce.
Nell’omelia, il decano del Collegio Cardinalizio ha ripercorso le battaglie di Francesco per la giustizia sociale e il disarmo, citando il suo monito: “Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo”.
Richiamando le parole del Papa sulla Striscia di Gaza, l’Ucraina e i Balcani, il cardinale Re ha evidenziato come Bergoglio abbia sempre messo al centro il Vangelo della misericordia, invitando a “cercare Cristo nei volti dei fratelli”.
Costruire ponti, non muri
Particolare eco ha avuto il riferimento alla fraternità universale, tema cardine del pontificato.
L’appello a superare le divisioni e a privilegiare il dialogo rispetto ai conflitti è stato sottolineato dalla folla con applausi spontanei, soprattutto quando sono stati menzionati i migranti e gli emarginati.
Un messaggio che risuona in continuità con l’ultimo Angelus del Papa, dove aveva esortato a “respingere i muri per abbracciare le periferie esistenziali”.
La commozione è culminata nel un momento in cui il cardinale Re si è rivolto direttamente a Francesco defunto, con una preghiera che ha unito i presenti in un silenzio carico di riconoscenza, prima di trasformarsi nuovamente in un corale applauso.
Un addio che conferma come il lascito del Papa resti vivo nell’“ardore” di chi continua a credere in una Chiesa “in uscita”.
