Tiroide e attività fisica, quanto fa bene e come praticarla. Intervista alla Dottoressa Serena Missori

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla, posta alla base del collo nella parte anteriore. Ad essa sono riconosciute tante funzioni importanti per il nostro organismo come la produzione degli ormoni tiroidei. Quest’ultimi regolarizzano la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea. Sono funzionali per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e la crescita corporea.

Quando questa ghiandola non funziona bene si manifestano delle patologie come l’ipertiroidismo quando la tiroide produce troppi ormoni tiroidei causando nervosismo, ansia, iperattività, perdita di peso, battito cardiaco rapido o irregolare. Oppure al contrario quando non produce abbastanza ormoni tiroidei si verifica l’ipotiroidismo che prova obesità, dolori articolari, infertilita e malattie cardiache.

Svolgere regolare attività fisica supporta la funzione della tiroide e può apportare dei benefici all’intero sistema endocrino. Ne abbiamo chiesto conferma alla Dottoressa Serena Missori, endocrinologa e diabetologa, autrice dei libri “La dieta della tiroide biotipizzata e “Asse tiroide-intestino” (Edizioni Lswr) che ci fornisce le indicazioni da seguire caso per caso per allenarsi in sicurezza.


Dottoressa Missori per la tiroide quanto è importante svolgere attività fisica?

L’attività fisica ha effetti benefici sulla tiroide e sull’organismo nel suo complesso. In particolare, contribuisce a migliorare la disbiosi intestinale, una condizione che spesso si associa a noduli tiroidei, tiroidite autoimmune, ipotiroidismo e ipertiroidismo.

Chi soffre di problemi alla tiroide può allenarsi?
La risposta è sì, ma con alcune precauzioni. Infatti, bisogna valutare attentamente il tipo di problema e il livello di compensazione degli ormoni tiroidei.

In caso di ipotirodismo che consiglio ci fornisce?

In caso di ipotiroidismo l’allenamento è sconsigliato solo in fase di scompenso, ovvero quando il TSH è elevato. In questa situazione, è meglio preferire attività rilassanti. Quando i valori tornano nella norma e non si avvertono sintomi evidenti di ipotiroidismo, l’attività fisica è consigliata e benefica. Invece se si soffre di ipertiroidismo l’allenamento è sconsigliato in fase di scompenso, cioè quando gli ormoni tiroidei non rientrano in un livello normale. In questa condizione, infatti, si ha un metabolismo accelerato e si avverte affaticamento e tachicardia. Una volta che i valori ormonali saranno rientrati nella norma, si può riprendere gradualmente l’attività fisica.


Quando è sconsigliata l’attività fisica?

L’attività fisica è sconsigliata solo quando è presente ipotiroidismo o ipertiroidismo non compensato. Se la funzione tiroidea è ottimizzata, si possono praticare tutti gli sport preferiti, dalla camminata allo yoga, dal pilatesi ai pesi, dalla corsa alla bicicletta.


In presenza di noduli?

L’attività fisica è controindicata quando i noduli sono molto voluminosi e comprimono la trachea, rendendo difficoltosa la respirazione. In particolare, bisogna evitare sport che prevedono un’eccessiva compressione del collo, come il sollevamento pesi – se effettuato con carichi importanti che possono comprimere la zona del collo. 

Dopo l’asportazione della tiroide, è necessario attendere che i valori ormonali si stabilizzino con la terapia sostitutiva. Solo dopo aver raggiunto un equilibrio ottimale si può riprendere l’attività fisica senza problemi.