Malavasi (Pd): “I medici di famiglia sono il pilastro del SSN, servono investimenti e riforme”

Malavasi Sanita serve formazione e investimenti

Medici di famiglia protagonisti del cambiamento: il fulcro della nuova sanità territoriale secondo il DM 77/2022.

I Medici di famiglia, sono una risorsa fondamentale per il rilancio della sanità territoriale: servono quindi riforme, investimenti e una nuova formazione.

Negli ultimi giorni sono stati resi noti i risultati di un sondaggio condotto da Ipsos per la FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), che conferma una tendenza preoccupante: l’80% degli italiani ha rinunciato almeno una volta a ricevere cure dal Servizio Sanitario Nazionale a causa delle lunghe liste d’attesa. Questa situazione evidenzia anche la necessità di rafforzare l’accesso ai medici di famiglia. Un dato in netto peggioramento rispetto al 65% registrato nel 2024.

In questo scenario critico, i medici di famiglia rappresentano un presidio fondamentale, capace di offrire cure accessibili, gratuite e personalizzate, svolgendo un ruolo chiave nell’orientamento dei pazienti e nell’integrazione tra territorio e ospedale. Tuttavia, per valorizzare pienamente il loro contributo, è urgente un intervento strutturale sul modello della medicina territoriale.

Sanità territoriale da rafforzare: investire in équipe multidisciplinari e innovazione

È necessario rinnovare il sistema delle cure primarie attraverso investimenti mirati che permettano la creazione di team multiprofessionali, l’inserimento dell’infermiere di famiglia, e l’adozione di strumenti tecnologici e informativi all’avanguardia. Tutto questo richiede la centralità operativa dei medici di medicina generale (MMG), oggi sempre più in difficoltà.

Dal 2009 al 2022, infatti, l’Italia ha perso circa 7.000 medici di famiglia, mentre è aumentato il carico di pazienti per ciascun professionista. La pandemia ha evidenziato quanto questa figura sia indispensabile e, allo stesso tempo, quanto sia urgente renderla più attrattiva. L’attuale modello non è più sostenibile: serve una riforma equa e un ricambio generazionale.

Una proposta di legge per formare i medici del futuro e rilanciare la medicina generale

Per rispondere a questa crisi, è stata depositata alla Camera una proposta di legge che modifica il decreto legislativo 368/1999, con l’obiettivo di riformare la formazione dei medici di famiglia. Tra le principali novità:

  • Introduzione di competenze bio-psico-sociali e conoscenze orientate alla promozione del benessere psicofisico;
  • Creazione di una struttura di coordinamento per allineare l’offerta formativa alle reali esigenze sanitarie dei territori;
  • Tirocini anche presso ospedali e aziende universitarie, per garantire pari dignità alla formazione ospedaliera e territoriale;
  • Specializzazione universitaria in medicina generale, di comunità e cure primarie di durata quadriennale, co-gestita con le regioni.

L’obiettivo è superare l’attuale modello formativo regionale, rendendolo coerente con le linee del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e favorendo un’integrazione tra medicina generale e specialistica.

Un nuovo SSN parte dai territori: formazione, riforma e futuro

Solo attraverso una riforma del sistema formativo post-laurea e un pieno riconoscimento del ruolo dei medici di famiglia, sarà possibile garantire un futuro solido per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, rispondere alla carenza di personale, contrastare la crisi vocazionale nella medicina generale e attuare pienamente il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione.