Referendum: Sconfitta sull’Affluenza, ma la CGIL rilancia la Mobilitazione

Ballottaggi, al voto oggi e lunedì.




Non è stata una giornata di vittoria per la CGIL e i promotori dei referendum sul lavoro. Di fronte a un’affluenza alle urne che ha sfiorato di poco il 30%, ben al di sotto del quorum necessario. Il leader del sindacato, Maurizio Landini, ha espresso apertamente la sua delusione per il risultato.



“Non è certamente una giornata di vittoria,” ha dichiarato Landini, senza nascondere l’amarezza per l’esito.
Nonostante la chiara sconfitta sul fronte del quorum, Landini non mostra segni di resa. La sua determinazione a proseguire la battaglia sui contenuti dei referendum è viva. Inoltre, il suo impegno alla guida della CGIL rimane saldo.

Anzi, il segretario generale ha colto l’occasione per attaccare duramente la maggioranza e il governo. Ha accusato entrambi di un “irresponsabile” appello all’astensione. Secondo lui, questo “mette in gioco la democrazia”.


La strategia della CGIL è ora quella di ripartire proprio da quei 14 milioni di persone che, nonostante tutto, si sono recate a votare. Il voto, o più precisamente il Voto, rappresenta un elemento chiave per le future mosse della CGIL. Landini ha sottolineato questo punto. Un’ora e mezza dopo la chiusura dei seggi, Landini è apparso in conferenza stampa presso la sede del comitato promotore. Ha ammesso che l’obiettivo del quorum non è stato raggiunto.

Tuttavia, ha subito evidenziato come gli oltre 14 milioni di votanti rappresentino “un numero importante, un punto di partenza” per le future iniziative.
Questo dato, seppur insufficiente per validare i referendum, viene interpretato dalla CGIL come un chiaro segnale. Ciò significa che una parte significativa della popolazione chiede risposte concrete sulle tematiche del lavoro e dei diritti.

La sconfitta sul quorum si trasforma così in una spinta per rilanciare la mobilitazione e continuare il confronto con le istituzioni e le forze politiche. La battaglia, per la CGIL, è tutt’altro che finita.