Leone XIV ripristina l’antica tradizione del Pallio: un segnale di “normalizzazione” post-Francesco




Una delle prime e più significative decisioni di Papa Leone XIV, salito al soglio pontificio il 19 maggio 2025, è il ripristino di un’antica e solenne tradizione liturgica: l’imposizione personale del Pallio agli arcivescovi metropoliti. Questa pratica, che si terrà il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, segna un chiaro distacco dalle innovazioni introdotte da Papa Francesco nel 2015. Viene interpretata come un ulteriore passo verso una “normalizzazione” della figura del Pontefice dopo il periodo bergogliano.



Fino al 2015, era consuetudine che il Papa imponesse di persona il Pallio – una striscia di lana bianca di cinque centimetri, con sei croci nere – agli arcivescovi metropoliti nominati nel corso dell’anno.


Questa veste liturgica non è un semplice ornamento; è il simbolo tangibile di un legame speciale con il Vescovo di Roma. Esprime la potestà che il metropolita acquisisce, per diritto, nella propria giurisdizione. È un segno di comunione gerarchica e di servizio, direttamente ricevuto dalle mani del successore di Pietro.



Papa Francesco, tuttavia, aveva modificato questa prassi. A partire dal 2015, si era limitato a benedire le stole di lana durante la celebrazione. In seguito, delegava l’imposizione del Pallio ai Nunzi Apostolici nelle rispettive sedi metropolitane.


Una scelta che, all’epoca, aveva fatto “arricciare il naso” a molti puristi della liturgia. Inoltre, a coloro che vedevano nella diretta imposizione papale un elemento irrinunciabile della tradizione e del significato del Pallio stesso. La motivazione addotta era di voler enfatizzare la dimensione locale della Chiesa e il legame dei metropoliti con le loro Chiese particolari.


La decisione di Leone XIV di non dare seguito a questa “novità” ereditata dal predecessore è un segnale importante. Ha un profondo valore simbolico. Il gesto di imporre personalmente il Pallio non è solo un ritorno a una prassi consolidata da secoli. Riflette una precisa visione della figura del Pontefice e del suo ruolo nella Chiesa.


Viene letta come un passo per ricucire con la tradizione e per riaffermare la centralità del Vescovo di Roma nella vita delle Chiese locali. Questo accade senza sminuire l’autonomia dei metropoliti.
Questo atto si inserisce in un più ampio contesto di “normalizzazione” che sta caratterizzando i primi mesi del pontificato di Leone XIV.


Dopo gli anni intensi e talvolta imprevedibili di Papa Francesco, con le sue riforme audaci e il suo stile pastorale diretto e informale, il nuovo Pontefice sembra voler riportare l’attenzione su elementi di continuità, tradizione e una maggiore istituzionalizzazione. Molti osservatori vedono in queste scelte un tentativo di ricomporre le divisioni interne alla Chiesa. Si pensa che intenda consolidare una linea più conservatrice e liturgicamente tradizionale.


L’imminente cerimonia del 29 giugno sarà quindi più di un semplice evento liturgico; sarà una chiara dichiarazione d’intenti di Leone XIV. È un messaggio alla Chiesa universale sulla direzione che intende imprimere al suo pontificato.