La capitale ungherese è teatro di un’escalation di tensione. Il Ponte Szabadság (della Libertà), una delle arterie principali di Budapest, è stato bloccato da militanti dell’ultradestra del partito “Patria Nostra” (Mi Hazánk). Hanno utilizzato le proprie auto per impedire il transito.
Questo blocco avviene proprio in concomitanza con il raduno di migliaia di persone pronte a partecipare al Budapest Pride, una manifestazione per i diritti LGBTQ+. Quest’anno è stata oggetto di forti restrizioni da parte del governo di Viktor Orbán.
Ciò che desta maggiore preoccupazione è l’apparente inerzia della polizia ungherese. Finora non è intervenuta per sgomberare il ponte, lasciando la situazione in stallo.
I manifestanti dell’ultradestra avevano già preannunciato azioni di disturbo. Un deputato di Patria Nostra, Előd Novák, aveva dichiarato: “Se la polizia non farà nulla per impedire la marcia LGBT, lo faremo noi con i nostri mezzi”. Questa minaccia si è concretizzata, ponendo un interrogativo sull’atteggiamento delle forze dell’ordine. Inoltre, c’è dubbio sulla loro volontà di garantire il regolare svolgimento della manifestazione pacifica.
Il Budapest Pride, pur vietato per legge dal governo Orban, ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone. Tra questi, vi era una nutrita delegazione di politici europei di centrosinistra, tra cui Elly Schlein (segretaria del PD italiano) e Carlo Calenda (leader di Azione). L’atmosfera tra i partecipanti al Pride è al momento festosa. Ci sono bandiere arcobaleno e cartelli ironici che denunciano i divieti governativi.
Tuttavia, il blocco del ponte Szabadság introduce un elemento di forte criticità. Questo ponte rientrava nel percorso programmato del Pride. Gli organizzatori della parata stanno valutando la possibilità di modificare il tragitto. Così, potrebbero evitare scontri diretti con i militanti dell’ultradestra.
La situazione rimane fluida, con la comunità internazionale che osserva con attenzione gli sviluppi. Il “paradosso ungherese” – il divieto del Pride e la tolleranza per le manifestazioni di estrema destra – continua a sollevare interrogativi sulla tutela dei diritti e delle libertà nel Paese.
La giornata di oggi è un test cruciale per la democrazia e lo stato di diritto in Ungheria. C’è la speranza che prevalga la ragione. Le migliaia di persone pronte a manifestare per i propri diritti devono poterlo fare in sicurezza e libertà.
