Tutti i prodotti descritti sui giornali di moda o nelle rubriche pare siano stati selezionati con la massima autonomia editoriale, eccome, dato che le influencer selezionano i loro outfit “spontanei” dopo ore di styling.
Se acquisterete uno di questi prodotti, potrebbero ricevere una commissione. Ma ne vale la pena?
E se vi dicono che è una tendenza, beh, fidatevi. Dopotutto, l’abbiamo letto su qualche press kit. Scopiazzato qua è la’. Alcuni prodotti citati nel loro articolo o sui social in post graziosi ma inutili potrebbero essere soggetti a posizionamento privilegiato in cambio di compenso. Ma non ditelo a nessuno, è il nostro piccolo segreto.
Care fashion victim, aspiranti trend-setter e chiunque abbia l’ardire di seguire le indicazioni sacre delle passerelle da finte Barbie riuscite male , è arrivato il momento della verità.
Sceglierete da sole o vi farete indicare da influencer ormai troppo convinte e troppo superflue? Patetiche creature in cerca di conferme? Nemmeno originali.
Le Fashion Week di New York, Londra, Milano e Parigi sono ormai un lontano ricordo (per noi comuni mortali che non siamo già proiettati al 2026), e la “mappa dei trend” è stata finalmente decifrata dai nostri esperti, che con occhio acuto (e qualche sonnellino durante le sfilate più lunghe) hanno distillato per voi le 10 tendenze moda della Primavera Estate 2025 che, a quanto pare, “indosseremo”. Prepare your wallets.
Parola Chiave: “Discrezione Borghese”
Sembra che ogni sei mesi le riviste di moda rispolverino questo argomento come se avessero appena scoperto l’acqua calda (o, in questo caso, il pizzo). Dopo anni di “femminilità” e “potere femminile” declinati in ogni salsa, la P/E 2025 ci regala la rivelazione: si può essere sexy, ma con discrezione.
Dimenticate la Monica Bellucci di “Malèna” (troppo esplicita, troppo… se stessa?). Dimenticate Gianni Versace e il suo bondage “sconvolgente” (che, onestamente, oggi farebbe alzare un sopracciglio forse solo a vostra nonna).
La nuova frontiera del sexy arriva da nomi come Nensi Dojaka, Dion Lee e Aya Muse, che hanno riportato in auge il concetto di “vedo non vedo” e di “lingerie come capo d’uso quotidiano”.
Tradotto per voi, comuni mortali: se prima mettevamo il reggiseno sotto la maglietta, ora lo mettiamo sopra (o quasi). Se Balenciaga propone la vita bassa, sappiate che non è la vostra schiena ad essere di tendenza, ma l’idea che, forse, intravedendola, siate più “discretamente sexy”.
Victoria Beckham taglia i pantaloni in modi che, probabilmente, le commesse non capiranno mai, mentre Stella McCartney copre i seni con immagini con degli uccelli. Avanguardia pura.
Persino Hermès, il baluardo del “understatement chic”, si è lanciato in questa audace tendenza con “una tuta color nude velatissima”. Pensateci: una tuta nuda. Velatissima.
Non vediamo l’ora di vedere le influencer sfoggiare questi look al supermercato, nelle boutique di città o vederle sui social, patetiche al loro specchio dell’ armadio, spiegando come il loro ” outfit discreto” sia una vera e propria dichiarazione di “empowerment borghese”. Il tutto, ovviamente, lasciato al “sottinteso” (e al miracolo del Photoshop per le foto).
E voi, siete pronte a rivelare la vostra discrezione interiore, il talento e a scegliere finalmente da sole ? Preferirete sentirvi come vi pare, senza bisogno di un manuale d’istruzioni da passerella? Le influencer sono ancora necessarie?


