Nonostante l’incremento percentuale sembri contenuto, l’impatto reale sulle tasche dei pendolari e dei viaggiatori italiani è significativo.
Altroconsumo ha messo sotto la lente d’ingrandimento il sistema tariffario delle nostre autostrade dopo il recente via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit).
Il rincaro del 1,5%: i numeri della discordia
Dal 1° gennaio, come comunicato dal Mit, è scattato un adeguamento tariffario medio dell’1,5% sull’intera rete autostradale nazionale. Sebbene il Ministero parli di un aumento “limitato”, l’Associazione per la tutela dei consumatori sottolinea come questo si innesti su un sistema di pedaggi già estremamente oneroso.
Altroconsumo ha analizzato l’evoluzione dei costi su 38 tratte campione sparse su tutto il territorio nazionale. I risultati evidenziano una tendenza chiara:
Aumenti nominali: La maggior parte dei rincari oscilla tra i 10 e i 20 centesimi per singolo viaggio.
Effetto accumulo: Per un pendolare che percorre la stessa tratta due volte al giorno, cinque giorni a settimana, un aumento di 20 centesimi si traduce in circa 8-10 euro in più al mese, oltre 100 euro l’anno.
Perché i consumatori protestano?
Il malcontento espresso da Altroconsumo non riguarda solo l’entità del rincaro, ma la qualità del servizio offerto in cambio di tariffe che restano tra le più alte d’Europa.
Cantieri infiniti: Molte tratte sono interessate da lavori di manutenzione straordinaria che riducono le carreggiate e aumentano i tempi di percorrenza. Pagare di più per viaggiare più lentamente è il paradosso principale denunciato dagli utenti.
Mancanza di investimenti proporzionali: L’associazione chiede che gli aumenti siano strettamente vincolati a miglioramenti tangibili della sicurezza e della fluidità del traffico, condizioni che non sempre vengono riscontrate.
Il “peso” dei pedaggi: In Italia, il costo del pedaggio incide pesantemente sul costo totale del trasporto, influenzando non solo i privati ma anche la logistica e, di riflesso, il prezzo finale dei beni di consumo.
Altroconsumo continua a monitorare la situazione e invita gli automobilisti a:
Verificare i rimborsi: Ricordare che, in caso di gravi ritardi dovuti a cantieri per manutenzione sulla rete di Autostrade per l’Italia, è possibile richiedere il cashback tramite l’app dedicata.
Segnalare anomalie: Documentare disservizi o eccessivi rallentamenti non segnalati correttamente.
Il commento: “Un aumento dell’1,5% può sembrare irrisorio sulla carta, ma su tratte già costose è l’ennesima stangata che colpisce chi non ha alternative al mezzo privato,” dichiarano gli esperti dell’associazione.


