Un’ondata di polemiche sta travolgendo il governo italiano in seguito all’emendamento dei relatori al decreto Infrastrutture, che prevede un aumento dei pedaggi autostradali a partire dal primo agosto.
La misura, finalizzata a coprire un fabbisogno stimato di circa 90 milioni di euro per l’ANAS, ha scatenato il disappunto di forze politiche e associazioni dei consumatori, che parlano di una “stangata” in piena stagione turistica.
L’emendamento, fortemente voluto dalla Lega e sottoscritto dai relatori di maggioranza, prevede un incremento di un millesimo di euro a chilometro per tutte le classi di pedaggio (dalle auto e moto ai mezzi pesanti). Questo si traduce, in termini pratici, in un euro in più ogni mille chilometri percorsi.
Un aumento che, pur sembrando minimo su brevi tratti, avrà un impatto significativo sui viaggi a lunga percorrenza e sull’economia generale, specialmente in un mese come agosto, tradizionalmente caratterizzato da un intenso traffico veicolare per le vacanze.
Secondo la relazione tecnica che accompagna l’emendamento, l’aumento dei pedaggi è necessario per far fronte a un “fabbisogno di risorse che negli ultimi anni è strutturalmente aumentato”. Tra le cause citate vi sono la ridefinizione della rete in gestione ANAS, l’incremento dei costi per l’illuminazione pubblica delle strade e altre spese operative.
L’obiettivo dichiarato è garantire la continuità degli investimenti infrastrutturali e coprire i costi extra derivanti, ad esempio, dall’assorbimento delle “strade di rientro” dalle Regioni Veneto e Piemonte. Si stima che questo incremento possa generare circa 37 milioni di euro di entrate aggiuntive per l’anno in corso.
Le Reazioni Politiche: Maggioranza Divisa, Opposizioni sul Piede di Guerra
La notizia dell’imminente aumento ha generato forti frizioni anche all’interno della stessa maggioranza.
Fratelli d’Italia, pur avendo dato il via libera alla presentazione dell’emendamento, non ha nascosto un certo “disappunto”, evidenziando una potenziale spaccatura sul tema. Fonti di centrodestra riferiscono di malumori all’interno del partito della Presidente Meloni.
Sul fronte dell’opposizione, le reazioni sono state immediate e veementi. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno espresso la loro “ira”, accusando il governo di voler “fare cassa a danno degli automobilisti” in un momento critico per le famiglie e le imprese.
La segretaria del PD, Elly Schlein, ha dichiarato: “Anche oggi Giorgia Meloni prova a mettere una tassa in più, stavolta sugli italiani che vanno in vacanza.” Similmente, il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli, ha parlato di “tasse occulte” e di un governo che “aumenta le tasse generalizzate su tutti mentre sforna un condono al mese per i furbi”.
Anche le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Il Codacons ha definito l’aumento una “stangata da 90 milioni”, stimando un impatto complessivo di questa portata sulle tasche degli italiani.
L’associazione ha espresso forte critica, sottolineando come i pedaggi italiani siano già tra i più alti d’Europa e come questa misura non porti alcun beneficio tangibile agli automobilisti. Altre associazioni hanno chiesto al Parlamento di riconsiderare la misura, denunciando la scelta di finanziare gli investimenti infrastrutturali attraverso i pedaggi anziché con la fiscalità generale, in rispetto del principio della capacità contributiva.
L’emendamento sarà discusso e votato in Commissione Trasporti della Camera nei prossimi giorni. Se approvato, l’aumento entrerà in vigore senza possibilità di rinvio dal primo agosto, rendendo le partenze estive più onerose per milioni di italiani. La polemica è destinata ad infiammarsi ulteriormente con l’avvicinarsi della scadenza per la conversione del decreto Infrastrutture.



