Stasera in tv c’è Basic Instinct, il thriller che ha ridefinito il concetto stesso di erotismo

Arrivato nelle sale nel 1992 e diretto da Paul Verhoeven, il film con Sharon Stone e Michael Douglas è stato un grande successo di pubblico tanto da diventare un cult per la cinematografia di quel periodo. Torna in tv questa sera e in prima serata su Iris, canale digitale di Mediaset. Ecco perché è una replica (l’ennesima) da non perdere. 

Oggi, in questo mare affollato di contenuti, non è facile un trovare un film che possa essere definito un cult. La parola è stata abusata ma, in realtà, sono pochi i contenuti che meriterebbero un appellativo del genere. Lo sono quei film che, nolente o dolente, hanno lasciato un’impronta nell’immaginario collettivo tanto da essere apprezzati dal pubblico (e dalla critica) nonostante non siano esente da difetti. Ciò è accaduto per Basic Instinct, il film del 1992 che fu diretto da Paul Verhoeven e che ha visto nel cast l’iconica Sharon Stone e il bravissimo Michael Douglas. Oggi questo film è considerato un cult della cinematografia erotica tanto da diventare un punto di riferimento per il genere.

In America, come in Italia, il film è stato molto apprezzato soprattutto per la forte alchimia tra i due attori. Replicato in tv diverse volte, torna in prima serata su Iris sabato 12 luglio.  Un’occasione ghiotta per rivedere uno dei film più rappresentativi degli anni ’90 ma anche uno dei thriller più folli e altamente coinvolgenti che sono stati prodotti più di venti anni fa. Basic Instinct ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli ma è innegabile che non abbia lasciato un tatuaggio indelebile nel mondo del cinema di ieri e di oggi. 

Basic Instict, di cosa parla il film 

Ambientato nella città di San Francisco, il detective Nick Curran (Michael Douglas) sta indagando sul cruente omicidio dell’ex star del rock Johnny Boz, trovato morto con ferite compatibili con un punteruolo da ghiaccio. La principale sospettata è la famosa scrittrice e psicologa Catherine Tramell (Sharon Stone), che si trovava con la vittima proprio la notte del delitto. Convocata al commissariato, il suo atteggiamento seducente e provocatorio finisce per attirare subito l’attenzione dei poliziotti e in particolare quella di Nick.

I due cominciano a frequentarsi, nonostante Catherine sia una delle principali indiziate. Il detective, però, comincia a indagare sulla seducente psicologa, scoprendo un mucchio di segreti sul suo passato e tanti legami con fatti criminosi che non hanno mai trovato un colpevole. I dubbi si insinuano ma Nick, assuefatto dalla bellezza di Catherine, non riesce a più a sbrogliare il nodo alla matassa e, alla fine, lui stesso resta imbrigliato nella vita torbida della Tramell.

Basic Instinct, un film che ha fatto storia 

Gli anni ’90 sono stati una vera e propria fucina per il grande cinema, un po’ com’era successo negli anni ’80. C’era voglia di sperimentazione (diversamente da oggi) e di trovare nuovi modi per veicolare la magia del grande schermo. Basic Instintc è tra questi film. Pur non essendo esenti dai difetti, è diventato uno di quelli che hanno segnato un’epoca. Questo perché, a un’indagine poliziesca tesa e complessa, ha unito anche tutti i meccanismi di un romance movie inteso e vibrante, grazie alla potente alchimia che c’era tra i due protagonisti.

La Stone e Douglas sono stati i rappresentanti di un amore passionale che sfocia quasi nella perversione ma non hanno mai perso la loro identità. Più che altro, Basic Intinct è rimasto celebre per ben due scene: il mitico interrogatorio di Tramell (con tanto di scena girata senza biancheria intima) e la leggendaria sex scene tra Douglas e la Stone che, come riportano le fonti, è stata girata in un unico ciak e senza interruzioni. Fu un film difficile da realizzare. Girato in pochi mesi, la sceneggiatura è stata scritta già nel 1989. Diverse le attrici provinate, tra cui anche Julia Roberts che declinò il ruolo. Sharon Stone fu pagata poco meno di 500mila dollari, ma il ruolo è stato di grande successo tanto da diventare poi un’icona della sensualità. 

E quel sequel così scialbo 

Nel 2006 fu girato anche un secondo capitolo, con al Stone ma senza Michael Douglas. Anche questo è stato un film dalla non facile realizzazione. Fu un flop al botteghino ma riportò al successo il mitico personaggio di Catherine Tramell. Dopo un anno di continui forfait di casting, la Stone intentò una causa da 100 milioni di dollari contro i produttori, ritenendoli responsabili dei ritardi di produzione. Fu nominato ai Razzie Awards del 2006 come peggior film dell’anno.