Rush finale sui Dazi USA: L’UE guarda a Giappone e Cina

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Mentre la scadenza per l’imposizione di nuovi dazi statunitensi incombe, l’Unione Europea intensifica i suoi sforzi diplomatici, con un occhio di riguardo verso l’Asia.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, è attualmente impegnata in una serie di incontri cruciali in Giappone e Cina. Sta cercando di costruire alleanze e trovare una via d’uscita dall’escalation commerciale con gli Stati Uniti.


La tensione è palpabile. Con Donald Trump tornato alla presidenza degli Stati Uniti, la politica di “America First” si è riaffermata con vigore. Inoltre, la minaccia di nuovi dazi sulle importazioni europee – in particolare sul settore automobilistico – è più che mai concreta. L’UE, da parte sua, si trova a un bivio: cedere alle pressioni statunitensi o cercare di forgiare un fronte comune con altre potenze economiche.


La scelta di von der Leyen di recarsi in Asia prima della fatidica “deadline” non è casuale. Il messaggio è chiaro: l’Europa non intende subire passivamente le decisioni di Washington. Entrambi i paesi, Giappone e Cina, sono partner commerciali di primaria importanza per l’UE. Inoltre, condividono, in diverse misure, le preoccupazioni per un’eccessiva frammentazione del commercio globale.


In Giappone, la presidente della Commissione sta probabilmente discutendo strategie congiunte per affrontare le pressioni commerciali. Sta anche promuovendo un sistema di commercio multilaterale basato su regole chiare. Tokyo, anch’essa alleata storica degli Stati Uniti, ha già sperimentato in passato le politiche protezionistiche americane. Quindi potrebbe essere un prezioso alleato nella negoziazione.


La tappa in Cina è ancora più significativa. Nonostante le divergenze su questioni come i diritti umani e le pratiche commerciali, Pechino e Bruxelles hanno un interesse comune a mantenere aperti i canali commerciali. Vogliono evitare una guerra dei dazi su vasta scala. Un’intesa con la Cina, sebbene complessa, potrebbe rafforzare la posizione negoziale dell’UE. Potrebbe anche dimostrare agli Stati Uniti che l’Europa ha alternative e non è isolata.


“C’è Tempo per un’Intesa”
Nonostante la situazione sia tesa, von der Leyen ha mantenuto un tono cauto ma ottimista. Ha affermato che “c’è tempo per un’intesa”. Questa dichiarazione suggerisce che, nonostante i segnali preoccupanti, le trattative sono ancora in corso. Entrambe le parti potrebbero essere disposte a trovare un compromesso.


L’obiettivo dell’UE è chiaro: evitare dazi che potrebbero danneggiare gravemente settori chiave dell’economia europea, come quello automobilistico, già provato da altre sfide. Allo stesso tempo, l’Europa vuole mantenere la propria autonomia strategica. Non vuole apparire come un satellite degli Stati Uniti.


Il rush finale è iniziato. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il dialogo prevarrà sulla minaccia di una guerra commerciale. Inoltre, sarà decisivo vedere se l’UE riuscirà a bilanciare le proprie relazioni transatlantiche con la necessità di diversificare le proprie alleanze in un mondo sempre più multipolare.